A maggio spegnerà sulla torta 21 candeline, eppure per Simone Scuffet si può già parlare di una seconda vita a livello calcistico. Il talentuoso portiere classe 1996 dopo gli 11’ minuti dell’ultimo match contro il Pescara, nel prossimo turno in Serie A proteggerà da titolare la porta dell’Udinese nella sfida contro il Palermo. Una scelta legata all’infortunio del numero uno Karnezis, ma che rappresenta una grande chance di rilancio per l’ormai ex enfant prodige che quasi due anni dopo (per la precisione un anno e 9 mesi) torna dal 1’ in Serie A, pronto per prendersi una bella rivincita. Scuffet sembrava avere le stimmate del predestinato quando nel 2014 si prese la casacca di portiere dell’Udinese stupendo tutti in Italia e all’estero.

Il calciatore friulano venne considerato il “nuovo Buffon” rifiutando anche un’offerta dell’Atletico Madrid per rimanere a Udine e completare gli studi. Nel 2015 però ecco la docci fredda con l’allora allenatore dei bianconeri Stramaccioni che decise di preferirgli Karnezis. Una scelta che relegò Scuffet al ruolo di secondo, spingendolo ad accettare di ripartire dal prestito al Como in Serie B, dove poter giocare con continuità.

La scheda tecnica di Scuffet (foto Transfertmarkt)
in foto: La scheda tecnica di Scuffet (foto Transfertmarkt)

Nella scorsa estate la scelta di tornare  Udine per provare a giocare le sue chance come confermato in un’intervista al “Gazzettino”: "Io sono rimasto a Udine proprio per questo per dimostrare a tutti il mio valore e per migliorare sempre. Non ho mai pensato che nel frattempo stesse passando un treno importante della mia carriera. Il tempo non è mai stato perso, ma utile per dimostrare il mio lavoro. Il campo mi è mancato: quando non ce l’hai perdi le misure, ma le ritrovi in fretta. Sapevo che Karnezis sarebbe partito davanti a me e sono restato a Udine consapevole di tutto ciò. Non rinnego alcunché, nemmeno il no all’Atletico Madrid dell’estate 2014: tutto fa bagaglio e aiuta a crescere". E adesso la grande opportunità di riconquistare la vetrina e confermare che tutti coloro i quali avevano visto in lui un potenziale campione non avevano sbagliato nelle loro valutazioni.