La mimica, l'espressione del viso e i gesti. La finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli porterà il volto di Genny ‘a carogna, il tifoso partenopeo che, dopo il conciliabolo con Hamsik e le forze dell'ordine, dà il ‘suo' via libera alla partita. Nella conferenza stampa il questore di Roma, Mazza, affronta anche questo tema: "È stato il gesto di un singolo, non c'entra la tifoseria della Roma. Né i tifosi della Roma né quelli della Lazio si sono mai materializzati sulla scena". Poi l'affondo contro le ricostruzioni su una presunta trattativa con il capo degli ultrà napoletani: "Mai nessuno ha pensato di non far giocare la partita, né la federazione, né le forze dell'ordine, né le due società. Il Napoli ci ha solo chiesto se avessimo nulla in contrario se il capitano spiegasse ai tifosi come era la situazione[…] Non c'erano controindicazioni e così Hamsik ha potuto spiegare che i tifosi della Fiorentina non c'entravano con quello che era accaduto e che il tifoso non era morto. Non riesco a capire di quale trattativa si parli: non c'è stata alcuna trattativa". Il questore ha poi specificato che i tre tifosi napoletani colpiti dai proiettili sono in arresto per rissa, mentre l'accusa per Daniele De Santis è di tentato omicidio e porto abusivo d'arma.

L'attesa, la speranza e poi l'esito: intervento riuscito. Ma in quest'inferno di notizie ce n'è anche una buona e arriva nella serata di domenica, verso le 20 quando i medici del Gemelli comunicano alla famiglia di Ciro Esposito che l'intervento è riuscito. Il tifoso partenopeo vi era giunto sabato sera, dopo essere stato centrato da un colpo di pistola esploso da Daniele De Santis, l'ultrà romanista detto Gastone, mentre si avviava verso lo stadio Olimpico. "Ho già perdonato chi ha sparato a mio figlio, ma nel mio cuore non riesco ancora a capire perché lo abbia fatto", ha ammesso la madre del ragazzo. "Ciro è salvo per miracolo", ha poi aggiunto ai microfoni di Sky Tg24 La famiglia del tifoso azzurro ha fatto sapere che l'intervento è riuscito. "E' andato benissimo", raccontano i familiari: "Mio nipote è arrivato al San Pietro tecnicamente morto e l'hanno salvato. E' arrivato al Gemelli in coma, l'operazione era molto rischiosa perché lo stato clinico di Ciro non era buono. Adesso il medico ci ha detto che l'intervento è stato. Ieri San Gennaro ha sciolto il sangue, oggi ha salvato mio nipote". La prognosi è ancora riservata, si attendono i prossimi giorni per verificare il decorso post operatorio.

Intervento di 8 ore. Il sostenitore partenopeo, Ciro Esposito, in condizioni disperate. A quanto comunicano fonti mediche le condizioni del giovane tifoso del Napoli ricoverato al reparto rianimazione del Policlinico Gemelli di Roma sarebbero "disperate, con le prossime 24 ore che risulteranno decisive". Come ormai noto il giovane è stato colpito da un proiettile che gli ha trapassato un polmone e si è conficcato nella colonna vertebrale. Delle sue condizioni ha poi parlato il fratello a TgCom: "È stato aggredito senza alcun motivo da un ultrà romano, non è stato un agguato camorristico; ora è in coma farmacologico". "E' iniziata l'operazione" ha poi riferito Giovanni Esposito, il padre. "Ci hanno detto che l'intervento durerà sette, otto ore", ha spiegato il padre.

Lo sfogo della vedova Raciti.  "Lo Stato è debole", sono le parole amare di Maria Grasso, vedova di Filippo Raciti. "A distanza di 8 anni a cosa è servito il sacrificio di mio marito? Non accetto che venga umiliata la sua memoria", la maglietta di sostegno a Speziale indossata dal capo ultrà del Napoli è stata come spargere sale su ferite mai rimarginate. "Una maglietta con il nome di un assassino è una sconfitta degli onesti".

Le parole di Abete. Arrivano anche le parole del Presidente della Figc Giancarlo Abete: "Siamo pronti a fare la nostra parte per invertire la tendenza, senza se e senza ma; riflettiamo ad esempio sulla idea di dare ai club il potere di vietare a vita lo stadio a certi tifosi, come ha fatto il Villareal con chi ha lanciato la banana a Dani Alves".

La dinamica. Nel frattempo emergono nuovi particolari sulla dinamica dei fatti. A parlare ai microfoni di SkyTg24 è infatti lo zio del giovane napoletano ferito, che spiega: "Ciro è stato vittima di una bomba carta, poi di sassi. Altre persone sparavano in alto, ma questo signore ad altezza uomo. È stato un agguato da parte di un gruppo ultrà della Roma, erano in 4 o 5 ad aggredire questo gruppetto dei partenopei che si recavano allo stadio". Poi il rammarico: "L'ambulanza è arrivata dopo un'ora".

Arrestato con l'accusa di tentato omicidio. E' Daniele De Santis, 48 anni, l'ultrà della Roma che avrebbe fatto fuoco contro i tifosi del Napoli, ferendone 3 a colpi di pistola calibro 7.65 prima della finale di Coppa Italia, Fiorentina-Roma, poi giocata allo stadio Olimpico. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, sarebbe uno dei capi ultrà che nel 2004 fermarono il derby capitolino. Gli agenti della polizia sarebbero arrivati a lui – ma si attendono conferme ufficiali – attraverso testimonianze. Testimonianze utili non solo a risalire all'uomo ma anche a ricostruire, attimo per attimo, la vicenda di cronaca nera. E allora, mettendo assieme i tasselli, è emerso che il sostenitore giallorosso avrebbe provocato i supporters azzurri che erano diretti verso l'impianto lanciando contro di loro fumogeni. E' stato allora che la situazione è precipitata:  vi ammazzo tutti, avrebbe gridato mentre faceva fuoco.

Il tifoso del Napoli in gravissime condizioni. Ciro Esposito, 27 anni, è il sostenitore azzurro raggiunto da un proiettile alla colonna vertebrale. Ricoverato in codice rosso all'ospedale Villa San Pietro, è stato operato d'urgenza, stabilizzato e poi trasferito al policlinico Gemelli. Gli altri due tifosi napoletani feriti sono Alfredo Esposito (43 anni), colpito alla mano destra, Gennaro Fioretti (32 anni), colpito ad un braccio e a una mano. Nel bilancio complessivo dei feriti vanno poi considerati 5 appartenenti alle forze dell'ordine e due steward, che si erano frapposti ai tifosi durante gli scontri.

Le indagini della polizia proseguono. Ulteriori risvolti sono attesi nelle prossime ore, quando gli inquirenti avranno più chiara la posizione di altre persone coinvolte negli incidenti. Con l'accusa di resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale è stato arrestato anche un tifoso del Napoli (sanzionato con un Daspo di 5 anni).

La partita cominciata in ritardo. "La partita, che si è svolta regolarmente, è iniziata con ritardo in quanto ai supporter napoletani sono state fornite notizie circa lo stato di salute dei feriti". E' la spiegazione fornita dalla Questura sul fischio d'inizio della finale di Coppa Italia, Fiorentina-Napoli, posticipato di 45′.