La terza giornata del campionato di Serie A, pur falcidiata da un maltempo pressoché generale su tutta la penisola con il rinvio di Sampdoria-Roma ed il posticipo della gara fra Lazio e Milan alle ore 16 di oggi, va in archivio con la vittoria serale del Napoli sul difficile campo del Bologna.

Un successo che consente agli azzurri di mantenersi in testa a punteggio pieno in compagnia della solida Inter di Spalletti e dell’ottima Juventus di Allegri in grado di avere la meglio, rispettivamente, di Spal e Chievo. Fra gli “eventi” del terzo turno, il primo Ko del nuovo Milan di Montella, affondato dai colpi del bomber Immobile ma anche lo 0-1 in trasferta del Torino che porta gli uomini di Mihajlovic in piena zona europea.

Una due giorni piena di emozioni e giocate spettacolari che andiamo a riassumere con l’analisi dei promossi, rimandati e bocciati di questo weekend di calcio italiano.

Promossi.

Il duo Icardi-Perisic affonda la Spal.

Nel computo totale dei migliori interpreti della terza giornata di questa affascinante edizione della Serie A, non potevano mancare all’appello Icardi e Perisic. I due, infatti, nel lunch match di quest’oggi contro la Spal, hanno giocato una buona partita coronata da due reti che hanno assunto significati diversi ma ugualmente importanti che portano, di prepotenza, la compagine nerazzurra in testa al campionato a punteggio pieno con la Juventus. Il gol dell’argentino, su rigore, per entrare nella storia del club meneghino fra i 10 migliori marcatori all-time e, in aggiunta, per rimpinguare il suo bottino personale in vista della lotta a distanza, che potrebbe durare tutta la stagione, col connazionale Dybala per lo scettro di capocannoniere del torneo. Per il croato, invece, il gol contro gli emiliani giunge, nella settimana del rinnovo con la formazione di Spalletti, come suggello di un legame duraturo, longevo e proficuo col numero #44 che, scaraventando di sinistro il pallone alle spalle dell’incolpevole Gomis, ha messo a tacere tutte quelle voci che lo volevano, in estate, lontano dal Meazza. Sugli scudi, nella gara fra Inter e Spal, pure l’ottimo Skriniar, autore di una sfortunata conclusione che ha impattato la traversa nella ripresa, ma anche l’esterno destro dei biancoazzurri Lazzari spina nel fianco del terzino carioca Dalbert.

Il sardo Sau “battezza” la Sardegna Arena, apoteosi Cagliari.

Il Cagliari torna nella sua terra e, dopo anni in giro per la Sardegna per problemi relativi al vecchio Sant'Elia, trova una casa, comunque provvisoria, costruita in appena 127 giorni, nella "Sardegna Arena". Un impianto all'avanguardia con due aree disabili, 15 Sky box, bar, area "terzo tempo", salette lounge, spogliatoi con area relax, 16.200 posti a sedere, una distanza dal rettangolo verde massima di 7 metri, panchine incassate nelle tribune e museo d'ordinanza. Un piccolo gioiellino che andava inaugurato al meglio contro un Crotone che però, non era intenzionato a vestire i panni della vittima sacrificale. Eppure, come nelle migliori sceneggiature hollywoodiane, malgrado la resistenza dei pitagorici, a decidere il match è Marco Sau un sardo, precisamente di Sorgono, provincia di Nuoro che, incuneandosi fra le casacche calabresi, sigla il gol dell'1-0 in grado di regalare i 3 punti a Rastelli, la vittoria al Cagliari e l'apoteosi, nel nuovo tempio del football rossoblù, al numeroso pubblico presente. La storia perfetta.

Immobile fa hat trick: Ciro torna "grande"

Segna, combatte con la difesa rossonera, contrasta Bonucci in impostazione e, per completare un pomeriggio da ricordare, serve anche un assist al bacio per il 4-0 di Luis Alberto. Insomma, Ciro, tornato grande nel pomeriggio romano, malgrado l'impegno con la nazionale, non ha avvertito stanchezza né assorbito le critiche piovute all'indirizzo della selezione di Ventura, prendendosi, con una stentorea tripletta, il proscenio della terza giornata di Serie A.

Le statistiche di Ciro Immobile (Sofascore.com)in foto: Le statistiche di Ciro Immobile (Sofascore.com)

Rigore, schiaffo in semigirata al volo di destro e beffardo mancino che si insaccano in rete frustrando l'uggioso pomeriggio di Donnarumma. E se la Lazio non viene accreditata fra le squadre che potrebbero inserirsi nella lotta Champions, con un Immobile così, non solo la qualificazione per l'Europa più nobile ma nessun traguardo sembra essere precluso all'ottima formazione di Simone Inzaghi.

Juve in scioltezza, la favorita è sempre la Vecchia Signora.

Gioca in anticipo e d’anticipo sembra giocare sugli altri. Il 3-0 in scioltezza contro il Chievo nonostante una formazione iniziale con diversi cambi ed una forma non ancora al top assume i connotati di un avvertimento, di un campanello d’allarme per le dirette concorrenti con la Juve, al netto dei 6 scudetti di fila conquistati, che non ha alcuna intenzione di cedere il passo.

E così, l’autogol di Hetemaj, la rete di Higuain, la quinta perla della “Joya” Dybala ma anche la capacità, tipica delle grandi squadre, di saper rallentare e colpire al momento giusto, rappresentano il segnale più chiaro di una “Vecchia Signora” ancora affamata, avida di successi, in definitiva favorita ed in attesa di poter rilanciare la caccia a quella Champions sfuggitagli non appena tre mesi fa a Cardiff.

Napoli brutto ma vincente, gli azzurri espugnano il Dall’Ara.

Al rientro dagli impegni delle nazionali, storicamente, il Napoli ha sempre fatto fatica con gare non certo ai soliti alti livelli. Stesso copione di questa sera con gli azzurri di Sarri apparsi non proprio pronti, a tratti stanchi, e con un movimento palla lento, prevedibile e privo della solita verve, del solito brio. Il tutto, anche per merito di un Bologna ben messo sul rettangolo verde che, memore dell'1-7 dello scorso anno, ha dato tutto in campo riuscendo a bloccare, fino alla giocata brevettata InsigneCallejon e l'errore capitale di Pulgar, l'attacco smart partenopeo e le fonti del gioco azzurro. Oltre a difendere però, specie nella prima frazione di gioco i felsinei hanno creato più di un grattacapo con diverse occasioni da gol ed un palo su punizione di Verdi. Eppure, la gara, nonostante i tanti elogi per il Bologna, termina 3-0 per il Napoli con gli azzurri che ora, e dopo la partita interna contro l'Atalanta, non può più essere un caso, sanno anche vincere senza illuminare, senza strabiliare.

Rimandati.

Udinese, vittoria con riserva: attacco troppo sterile.

L’Udinese di Delneri può finalmente dirsi sollevata. In primis, per la fine del mercato che tanti pezzi pregiati ha tolto alla compagine friulana (Thereau, Karnezis, Wague, Felipe, Badu, Heurtaux) e poi per il ritorno al successo, dopo due sconfitte consecutive contro Chievo e Spal, che mancava in Serie A dal 23 aprile scorso (Udinese-Cagliari 2-1). Eppure, nonostante queste buone notizie, forse in virtù anche dei tanti cambiamenti vissuti quest’estate, la formazione bianconera ha ancora tanto da lavorare, non tanto e non solo in fase offensiva ma anche in termini di gestione con la gara di oggi come emblema, come manifesto ideologico di una sfida vissuta sul pericoloso crinale dell’1-0, per giunta, con l’uomo in più per oltre 40’ minuti di gioco.

Le statistiche complete di Udinese–Genoa (Sofascore.com)in foto: Le statistiche complete di Udinese–Genoa (Sofascore.com)

Troppe, infatti, le occasioni sprecate – l’1-0 è arrivato dai piedi di un centrocampista (Jankto) – con un Genoa sempre in partita fino al 90esimo e le chance mancate dal duo Maxi LopezLasagna che, dovessero ripetersi anche nelle prossime sfide, potrebbero costare tanto a Danilo e compagni alla ricerca di una salvezza tranquilla che non può non passare per una maggiore precisione in fase realizzativa.

L’Atalanta mette a nudo le difficoltà del Sassuolo.

Cambiare allenatore dopo diversi anni e abbandonare le certezze, i riferimenti tattici di sempre non sembra di certo essere una cosa facile con mister Bucchi chiamato a proseguire l’ottimo lavoro del suo predecessore Di Francesco. Impresa, al momento, non riuscita appieno con il Sassuolo in possesso di 1 solo punto in 3 partite e tanti aspetti da rivedere e su cui ancora migliorare. Aspetti messi a dura prova oggi dalla rodata Atalanta di Gasperini che, invece, malgrado alcuni volti nuovi in campo, sembrava conoscere alla perfezione movimenti, coperture preventive, schemi e sistema di gioco con una rimonta “capitanata” dal solito Gomez e dal finalmente risolutivo Petagna. Ad assolvere il neotecnico proveniente dal Perugia e a far sperare in un presto riscatto dei neroverdi ci pensano però gli ampi margini di crescita di una squadra composta da tanti giovani ma anche una condizione fisica ed una intesa collettiva chiamata a progredire nel corso delle prossime settimane con i vari Berardi, Falcinelli, Sensi, Lirola ma anche Acerbi e Cannavaro attesi al definitivo e abbondantemente nelle corde degli emiliani salto di qualità.

Le statistiche di Belotti contro il benevento (Sofascore.com)in foto: Le statistiche di Belotti contro il benevento (Sofascore.com)

Il Torino batte in extremis il Benevento ma Belotti è un corpo estraneo.

Sulla falsariga di quelle che sono state le partite e le prestazioni in nazionale di Belotti, il “Gallo” a Benevento non ha giocato una partita eccezionale con poche occasioni e ancor meno lavoro, di sponda e di pura aggressività, per i suoi. Una gara senza infamia e senza lode che potrebbe essere spiegata sotto il punto di vista motivazionale con un calciatore forse non troppo stimolato da una realtà che, considerate le tante avance e le differenti offerte ricevute in estate, sembra andargli ormai stretta. Al di là di qualsiasi considerazione però, lo score stagionale sembra impietoso con un solo gol, ancorché bellissimo contro il Sassuolo, in 3 gare di campionato ed un fatturato ancor meno prolifico se si aggiungono anche le due gare con gli azzurri.

Bocciati.

Nicolas e Verona: profondo rosso.

Lo 0-0 esterno sul campo del Crotone aveva rasserenato un po' l'ambiente veronese che, sull'onda lunga degli ultimi buoni 15′ contro il Napoli e dei 90′ contro i pitagorici, sembrava aver metabolizzato l'impatto con la nuova categoria. E invece, i primi 23′ di gioco contro la Fiorentina hanno riportato il Verona sulla terra, anzi qualche metro più sotto, con una media di un gol ogni 7′. Una media, una emorragia, per fortuna, contenuta dagli scaligeri che però hanno concluso la gara con un pesante passivo di 5-0. Un passivo con chiare responsabilità di squadra, difesa a tratti imbarazzante, ma con evidenti, sesquipedali incertezze del portiere. Nicolas, infatti, con i suoi errori contribuisce a indirizzare il match a favore dei viola dapprima non respingendo un tiro non irresistibile di Benassi, poi ribadito in gol da Simeone, e poi stendendo Chiesa in area per il rigore trasformato da Thereau. Infine, per non farsi mancare nulla, l'ex Trapani si fa passare sotto le gambe un modesto tiro di destro dell'esterno lusitano Gil Dias portando il computo totale dei gol subiti a 5. Un pomeriggio da dimenticare, da archiviare presto per riprendere il discorso salvezza, obiettivo principale della compagine di Pecchia.

Udinese-Genoa, vietata ai minori.

Fossero poste al vaglio dei censori le sfide di Serie A, alcune sarebbero di certo vietate ai minori di 18 anni. Ma non per gli errori tattici o tecnici che pure possono capitare a questi livelli ma per l'eccessiva irruenza, violenza di alcuni interventi che poco o nulla hanno a che fare col calcio. Così alla Dacia Arena, un mese e mezzo prima di Halloween, va in scena uno spettacolo del genere non proprio apprezzabile. Prima, viene espulso Bertolacci per un fallo con piede a martello su Lasagna poi Behrami, alla sua prima con la casacca dell'Udinese, si scaglia con foga su Biraschi, ko tecnico per lui, ma non viene sanzionato col secondo giallo e, infine, Pezzella, appena entrato, non vuole sentirsi inferiore ai predetti colleghi con un tackle a forbice sul giovane Omeonga che gli costa il rosso. Insomma, sotto una pioggia abbondante, con tanti falli (29) e calcioni violenti sembrava un match di First Division inglese degli anni '70.

Ilicic più danni della grandine.

In una domenica nella quale il maltempo è stato assoluto protagonista, Josip Ilicic è stato in grado di creare più danni della pioggia e della grandine. E sì perché lo sloveno proveniente dalla Fiorentina non è riuscito, magari con qualche attenuante proveniente dall'eccessiva pesantezza del rettangolo verde, ad incidere per i suoi con anzi, diverse giocate che hanno provato a "sabotare" il successo bergamasco. La rete del momentaneo vantaggio del Sassuolo, infatti, scaturisce da una punizione in due dal limite calciata proprio dal numero #72 che, invece di scaricare il suo potente mancino in porta, ha provato a dribblare gli uomini usciti in barriera. Il risultato: palla malamente persa, contropiede neroverde, passaggio al bacio di Lirola e gol di Sensi, un errore da pennarello rosso. Per concludere, prima di guadagnare anzitempo gli spogliatoi (uscito al 58′ per Kurtic), l'orobico entra nell'azione del pari ma non per una intuizione od un gesto tecnico ma per un mancato stop che ha favorito Cornelius capace di siglare il meritato pari. Insomma, in vista della sfida all'Everton serve cambiare registro, e pure in fretta.

Milan, Kessiè e Suso assenti.

Quando Suso (solo 4 dribbling riusciti) e Kessié (5 palloni e 9 contrasti persi), autentici uomini barometro del Milan, non girano, per Montella iniziano i problemi. E a nulla, infatti, serve l'ampiezza della rosa rossonera perché la mezzala ivoriana e l'estrosa ala spagnola sono, per caratteristiche tecniche ma anche per carisma ed imprevedibilità, quasi insostituibili nei nascenti meccanismi di gioco del "Diavolo". E così, la trasferta africana dell'ex Atalanta così come la prima chiamata nella Roja per il numero #8, avranno di sicuro influito, nel gioco degli alibi, nella prestazione odierna dei due che, per larghi tratti della gara, sono sembrati l'ombra dei talenti, solitamente, fra quelli che si caricano il Milan sulle spalle. Per fortuna però, l'Europa League dista solo 3 giorni, il riscatto potrebbe essere vicino.

Pulgar, 5 minuti da incubo.

Nella sconfitta del Bologna contro il Napoli uno dei meno meritevoli degli uomini di Donadoni è di sicuro il cileno Pulgar. In particolare, il numero #5 rossoblù, sullo 0-1 per gli azzurri litiga con Verdi per calciare una pericolosa punizione dai 30 metri, si avvicina alla palla e tira altissimo. Ma l'errore più grave deve ancora arrivare, dopo pochi minuti, infatti, beccato anche dal pubblico del Dall'Ara stizzito per lo "scippo" di alcuni istanti prima, Pulgar prova a dribblare Mertens che invece non abbocca, gli ruba la sfera e si invola per il 2-0 che chiude la gara. Una serata, anzi 5′ minuti da dimenticare.

Il gol della "Domenica"

Perisic monstre: rabbia e potenza nel 2-0 contro la Spal.

Malgrado diversi gesti tecnici eccellenti come, ad esempio, la rete del 2-0 al volo di destro di Immobile contro il Milan su cross di Lulic oppure la punizione magistrale di Veretout contro il Verona, la “palma” di gol della domenica va al croato Perisic. Il numero #44 nerazzurro, infatti, in occasione della sfida delle 12:30 contro la Spal, ha scaraventato alle spalle di Gomis un pallone calciato al volo di collo piede sinistro facendo vedere ai 57mila di San Siro un siluro di rara bellezza. Una segnatura importante che ha chiuso il match quando ancora gli emiliani tentavano col duo AntenucciBorriello di impensierire gli avversari e di sancire al meglio una prestazione di grande livello.