Der Klassiker”, la super classica di Germania, non ha deluso le aspettative. Borussia Dortmund-Bayern Monaco è stata una sfida dalle mille emozioni, terminata 2-2 nei tempi regolamentari, ma vinta poi, ai calci di rigore, dagli uomini di Ancelotti con il punteggio di 6-7. Il primo trofeo stagionale assegnato in Germania, la Supercoppa, è partito subito con la spinta del pubblico del “muro giallo” nei confronti delle due stelle, Aubameyang e Dembèlè, che sembrano sul piede di partenza. Entrambi i tecnici hanno puntato sul 4-3-3 con Ancelotti che ha schierato subito il nuovo arrivato Tolisso dovendo rinunciare a diversi uomini come Thiago Alcantara, Robben, Alaba, Neuer e J. Boateng.

Nel Dortmund, con non poca sorpresa da parte dei tifosi, c'era subito, dal primo minuto, Dembelè, nonostante le voci di mercato. E’ partito invece dalla panchina Mario Goetze che non è entrato ancora in una condizione fisica ottimale rispetto al resto della squadra. Entrambe le squadre venivano da un pre-campionato piuttosto negativo. Osservato speciale e, neanche a dirlo, fischiatissimo, in un clima infuocato, il grande ex, il bomber polacco Robert Lewandowski.

Primo tempo pazzo ed entusiasmante.

Il match è decollato subito. Al 10’ partenza col botto di Lewandowski, che solo davanti a Burki, ha sparato la palla alta sulla traversa. Gol mancato gol subito. Javi Martinez, complice uno stop sbagliato su passaggio di Vidal all’11’, regala campo libero a Pulisic, che solo davanti a Ulreich, realizza il gol del momentaneo 1-0 in favore del Borussia Dortmund. Non c’è stato neanche il tempo di esultare che il Bayern al 17’ ha pareggiato subito i conti con la firma di Lewandowski, servito da Kimmich a destra dopo un fuorigioco sbagliato dalla difesa dei gialli. 1-1 e partita fantastica, con batti e ribatti continui.

Il Borussia sembrava aver subìto il colpo del fulmineo pareggio dei bavaresi e, nonostante la leggera supremazia degli uomini di Ancelotti, non ha mai rinunciato ad attaccare grazie ad azioni improvvise e rapide con i suoi uomini di maggior talento e con un Nuri Sahin apparso in gran forma, ma con Aubameyang e Dembèlè assenti ingiustificati. Sempre pericoloso invece, sull’out destro del Bayern, il giovane Kimmich, più volte bravo a smarcarsi con cross pericolosi che però Lewandowski e Muller non sono riusciti a sfruttare al meglio. Un Bayern più squadra che avrebbe meritato il vantaggio al termine della prima frazione. Possesso palla 48% per il Borussia e 52% per il Bayern Monaco.

Secondo tempo firmato Aubameyang-Dembèlè.

Dopo un primo tempo a mille, le due squadre sono entrate in campo, per i secondi 45 minuti, con il freno tirato. Più strette e attente a non scoprirsi troppo nelle azioni offensive. Come se non bastasse poi, il Bayern ha perso anche Javi Martinez per infortunio, sostituito dal giovane e promettente Sule. Per sbloccare invece la seconda frazione, è bastato un lampo di Dembèlè al minuto 62 con un cross al bacio in area di rigore su cui però non si è fatto trovare pronto sulla traiettoria Pulisic. Ma il calo fisico generale delle due squadre è stato evidente, il solo Vidal, in fase di copertura, è sembrato l’unico e solito mastino indiavolato pronto in agguato su ogni palla toccata da Aubameyang. E così al 65’ Ancelotti ha pensato di dare velocità alle azioni offensive sostituendo Muller con l’ex Juve Coman.

Ma proprio quando sembrava che il Bayern potesse chiudere il match al 70’ con un contropiede di Lewandowski fallito dal polacco, sulla ripartenza del Borussia, la premiata ditta Dembèlè-Aubameyang ha deciso di svegliarsi e di mettere a segno il gol del 2-1 a firma del nazionale del Gabon su assist vincente del francese (specialità della casa). Stanco ma con grande spirito di sacrificio, il Bayern si è tuffato in avanti con le ultime forze trovando incredibilmente il gol del 2-2 all’87’ dopo una mischia furibonda da calcio piazzato che ha visto finire la palla in rete dopo un flipper impazzito davanti a Burki. Gol assegnato a Kimmich ma in realtà l’ultimo tocco che ha spinto la palla in rete è stato proprio del portiere del Borussia Dortmund.

Bosz e Ancelotti: due filosofie di gioco completamente diverse.

Il Bayern, proprio come lo scorso anno, alla prima disattenzione, ha preso gol. Le difficoltà difensive evidenziate nel corso dei vari tornei estivi si sono ripresentati anche in questa sfida dove si sono fatte sentire le assenze di Alaba e J.Boateng. Ancelotti dovrà pensare a come intervenire in difesa, ma può essere felice di aver ritrovato un Ribery in gran forma, pronto a servire Lewandowski con i suoi spunti. Un gioco semplice quello del suo 4-3-3 che in fase offensiva si trasformava in 4-2-4. In questo senso Vidal, Muller e lo stesso Tolisso sono stati spumeggianti negli inserimenti offensivi in zona gol e con Rudy praticamente perfetto a fare dallo scudo alla difesa in caso di contropiede.

I ragazzi di Bosz invece, specie nei primi 45 minuti, sono stati sempre concentrati e bravi a far girare palla in modo rapido, giocando con grande intensità sfruttando quelle poche imprecisioni degli uomini di Ancelotti. Dembèlè e Aubameyang sono delle spine nel fianco, il vero cuore pulsante del gioco del Borussia, ma senza la loro partecipazione al gioco, come accaduto nel primo tempo, Pulisic e compagni vanno in difficoltà. Il 4-3-3 di Bosz infatti punta tutto sulla velocità e l’intraprendenza dei due esterni d’attacco. Curioso il gioco del Borussia che ha giocato con una linea dei giocatori altissima portando in avanti tutti i suoi uomini in fase offensiva rischiando di lasciare in difesa varchi pericolosissimi al Bayern.

La Supercoppa decisa ai calci di rigori.

Nel match del “Signal Iduna Park” di Dortmund, l’arbitro Zwayer, nel primo tempo, ha dovuto subito chiedere intervento del Var sul gol dell’1-1 realizzato da Lewandowski per capire se ci fosse o meno posizione di fuorigioco da parte dell’attaccante polacco. Il rebus si è risolto in meno di 20 secondi. Lavoro del Var anche in occasione del 2-2 del Bayern, contestatissimo dai ragazzi di Bosz, che però non ha constatato alcuna irregolarità. E così si è andati ai calci di rigore. Parte per primo il Bayern con Lewandowski che non sbaglia. Non sbaglia neanche Dembèlè per il Borussia. Secondo rigore per il Bayern sui piedi di Ribery che fa gol. Gol anche per Philipp del Borussia. Sbaglia invece Kimmich che si fa ipnotizzare da Burki che para. Aubamenyang ha così l’occasione di portare in vantaggio il Dortmund trasformando il rigore numero 3.

Rudy del Bayern ha poi sui piedi il pallone della speranza realizzando un rigore perfetto. Ma proprio quando sembrava tutto fatto Rode si parare il quarto rigore del Borussia da Ulreich portando la situazione di nuovo in parità. Dal dischetto per il Bayern si presenta così lo specialista Vidal che realizza il quinto penalty con una sassata. Quinto rigore realizzato però anche da Gonzalo Castro del Borussia che porta i calci di rigore ad oltranza. Tocca così al difensore Sule che mette la palla all’incrocio dei pali lasciando al “collega” Bartra il pesantissimo rigore decisivo che gli viene però parato dall’estremo difensore bavarese. Il Bayern porta così a Monaco di Baviera il primo titolo della stagione.

Tabellino e pagelle del “Klassiker”.

BORUSSIA DORTMUND (4-3-3): Bürki 6; Piszczek 5,5, Bartra 6, Sokratis 6, Zagadou 6 (76’ Passlack 6); Sahin 6,5, Castro 6, Dahoud 5 (46’ Rode 6); Pulisic 6,5 (90’ Philipp s.v.), Aubameyang 6,5, Dembélé 6,5. Allenatore: Bosz.

BAYERN MONACO (4-3-3): Ulreich 6; Kimmich 7, Javi Martinez 5 (59’ Sule), Hummels 6, Rafinha 6,5; Rudy 6,5, Vidal 6,5, Tolisso 6 (83’ Renato Sanches s.v.); Müller 6,5 (65’ Coman 5,5), Ribéry 6,5, Lewandowski 7. Allenatore: Ancelotti