Una montagna troppo difficile da scalare”. Così Gerard Piqué ha definito la mancata remuntada del Barcellona contro la Juventus. Una squadra ,quella bianconera, compatta, organizzata, consapevole dei propri mezzi, insomma come si suol dire “d’acciaio”. E per capire la forza della compagine plasmata di Allegri ci sono i numeri, che come sempre parlano chiaro e rappresentano la fotografia perfetta del rendimento bianconero. Nella Champions 2016/2017 la Juventus ha subito solo 2 gol (da Lione e Siviglia) in 10 partite, ovvero in 15 ore di gioco, per una media di una rete ogni 7 ore e mezzo. In passato solo l'Ajax nel 1996 e l'Arsenal nel 2006 erano state capaci di subire solo 2 gol.

Buffon ipnotizza ancora Messi, Chiellini annulla Suarez.

Numeri impressionanti confermati anche nella doppia sfida contro il Barcellona conclusasi per Buffon e compagni senza incassare gol. Quello che dagli addetti ai lavori viene considerato il miglior attacco del mondo con Neymar, Messi e Suarez insomma si è arreso al cospetto di quella che attualmente è senza dubbio la migliore difesa d’Europa. E se la Pulce non è riuscita a segnare il primo gol in carriera a Buffon, il Pistolero è stato letteralmente annullato da quel Chiellini che si è preso una bella rivincita. Sono lontani i tempi del tristemente famoso morso dell’uruguaiano al difensore toscano ai Mondiali 2014 con i due protagonisti di grande fair play prima, durante e dopo il match con tanto di scambio di maglia.

Le lacrime di frustrazione di Neymar.

E Neymar? Sicuramente il brasiliano è stato il giocatore più attivo del tridentazo al Camp Nou dopo il flop dello Stadium. A lui però non è bastato il grande movimento e la generosità per superare i difensori avversari che spesso e volentieri ha provato a superare facendo tutto da solo, peccando di egoismo. Le lacrime del brasiliano, consolato da Dani Alves e Cuadrado dopo il 90°, sono anche frutto della frustrazione per aver trovato di fronte un muro troppo alto da scavalcare.

L'alchimia perfetta dello stratega Allegri.

Applauso ai difensori, ma soprattutto all’atteggiamento difensivo di tutta la squadra che in fase di copertura si è dimostrata perfetta. Merito di Massimiliano Allegri che ha saputo trasformare quello che sulla carta sembra uno schieramento a trazione anteriore, il 4-2-3-1, in un’alchimia perfetta. Già, perché se Bonucci e Chiellini (con Barzagli pronto a subentrare all’evenienza) rappresentano un muro davanti a Buffon, Alex Sandro e Dani Alves interpretano le due fasi con grande attenzione supportati dalla generosità di Cuadrado e Mandzukic. Pjanic e Khedira poi sono abili sia a garantire copertura che ad innescare quell’attacco in cui Dybala e Higuain rappresentano comunque una minaccia costante per la difesa avversaria. Concentrazione, sacrificio, generosità, grinta e fame: un mix perfetto che il tecnico toscano ha saputo mettere in campo, facendo della Juve una squadra moderna e capace di giocarsela contro chiunque grazie ad una rinnovata consapevolezza dei propri mezzi.

Il precedente che fa sorridere.

E ora dopo la comprensibile gioia per l’eliminazione del Barça, testa bassa e pedalare in attesa del sorteggio, perché la strada per Cardiff è ancora lunga. Un dato però può rivelarsi di buon auspicio, oltre ai numeri e alla crescita della squadra. Solo due squadre negli ultimi anni sono riuscite ad eliminare il Barça in Champions senza subire reti, ovvero lo United nel 2008 e il Bayern nel 2013 ed entrambe si sono laureate campione. Scongiuri a parte, un dato che può far sorridere in casa bianconera.