La Champions League 2017/2018 sta per andare in tilt. Colpa dell'articolo 15 del regolamento UEFA che vieta uno stesso sponsor – nel caso specifico anche al vertice di una delle proprietà, il club tedesco – per diversi club partecipanti. E ciò si potrebbe puntualmente verificare per le straordinarie imprese nei rispettivi campionati del Lipsia e del Salisburgo. La società austriaca ha vinto il campionato e in estate parteciperà ai preliminari della Coppa. I tedeschi, secondi in Bundesliga, sono già qualificati alla fase a gironi. Entrambi, però, sono sponsorizzati dalla stessa marca, la Red Bull. Fatto inaccettabile dalle normative in vigore.

L'articolo 15 – "Per assicurare l'integrità delle competizioni UEFA nessuna entità individuale o legale può avere il controllo di più di un club partecipante". E' il contenuto dell'articolo 15 presente nell'attuale regolamento UEFA che mette nei guai le due società che potrebbero partecipare alla prossima edizione grazie ai risultati ottenuti sul campo, ma che potrebbero vedere sfumare il sogno Champions ancor prima che si realizzi. Perché solamente una delle due avrebbe accesso. A tremare è il Lipsia in quanto il Salisburgo ha ottenuto una migliore posizione in classifica. Purtroppo non esistono parametri oggettivi in base ai quali decidere chi tra Lipsia e Salisburgo meriti l'accesso e chi l'esclusione. Un grattacapo per l'UEFA che però dovrà decidere in fretta il da farsi.

Esclusione: per chi? – Il marchio Red Bull, dal quale dipendono entrambi i club, non potrà essere presente nella massima competizione europea contemporaneamente. Qual è l'espediente al quale si aggrappano le due formazioni: anzitutto, un conto e la proprietà, un conto è la sponsorizzazione. Insomma, ai limiti del conflitto d'interessi… soprattutto se verrà dimostrato che almeno il 30% dei ricavi del Salisburgo arriva direttamente dalla Red Bull. In base a quale criterio, la stessa UEFA sta facendo fatica a pronunciarsi.