Non è bastata la buona prova contro il Sassuolo in casa Roma per alleggerire la tensione tra Luciano Spalletti e la stampa. Intervenuto ai microfoni di Sky e Mediaset dopo il presidente Pallotta (“Spalletti è eccezionale, sul futuro deciderà lui), il tecnico ha ripreso la polemica con i giornalisti, che già alla vigilia del match era entrata nel vivo. Nel mirino ancora una volta l’atteggiamento e le critiche a suo giudizio ingenerose della stampa capitolina: “Si parla sempre della discussione con il mondo giornalistico. Io ce l’ho sempre con quelli che ho davanti da quando sono arrivato. Da quello che è il vivere qui che si percepisce negli sguardi, nelle cose che si mandano, ci sono tanti mezzi per mandare messaggi ed avvertimenti. E’ diverso da quello che leggete fuori. Si fa apparire la Roma come un mondo diverso da quello che è. La Roma è diversa; è un giardino fiorito. Anche se c'è chi vuole che ci sia un ambiente brutto, qui in realtà è bello”.

Spalletti vs stampa capitolina.

Un contrasto che parte da lontano, dai tempi della prima esperienza in giallorosso del mister toscano: “Nella mia prima esperienza qui, io avevo altri due anni di contratto. Per tre anni sono finito secondo, poi sono finito quinto o sesto ed è cominciata una baraonda. Ho lasciato i due anni di contratto perché era insostenibile. Perché discutere? Si guardano le cose di volta in volta sul momento in base a come si è lavorato”. Nessun episodio specifico dunque ma una critica continua e mirata, che secondo Spalletti è deleteria per lo spogliatoio: “Non è successo niente. Io se vuoi ti mando la rassegna stampa dell’inizio dell’anno. Qualcosa poi io devo rispondere, quando si tenta ingiustamente di dire delle cose. La Roma quest’anno ha lavorato in maniera seria, e nella scorsa stagione ha fatto quello che ha fatto l’Inter quest’anno. L’Inter in pratica sta facendo quello che ha fatto la Roma l’anno scorso. Sembrava di non fare niente, è stato un litigio continuo per mettere in evidenza i numeri dei calciatori, perché  i meriti sono loro che fanno fatica”.

"Gente che stappa champagne se mi levo dai cog….."

Ed ecco allora che l’allenatore potrebbe anche decidere di non presentarsi più davanti ai microfoni fino a fine stagione: “Mi hanno detto che sono una “bomba antiecologica”. Che vuol dire? Che puzzo? Uno che dice così le sembra corretto? L’ordine dei giornalisti perché qua non interviene? Per me stava diventando una passatempo bellissimo a dirci queste cose, ma adesso non ne parliamo più. Potete scrivere quello che vi pare, io non denuncio nessuno. Ma se si continua a parlare di queste cose io non vengo più in conferenza stampa fino a fine anno". 

Il futuro dunque di Spalletti alla Roma resta un’incognita, anche se l’addio è dietro l’angolo. In caso di separazione il tecnico non ha dubbi: “Il mio contratto non conta nulla e questo vale anche per i giocatori. Si deve lasciare spazio ai giovani. C’è gente che ha già stappato se mi levo dai coglioni. Mi chiedono di restare ma parliamo di altre cose. La Roma è una squadra forte e si doveva ritirare fuori le nostre qualità, però poi bisogna andare a fare risultati e vincere le partite per ottenere risultati importanti, dal mio punto di vista è tutto chiaro, poi la società deve fare una valutazione in base ai risultati. Visto quello che è successo, se oggi non si vinceva si era terzi. È una cosa che non ti lascia tranquillo, ma questo dubbio può essere stimolante per tutti, bisogna fare il nostro lavoro. Se arriviamo secondi non si è fallito, però zero titoli”.

La candidatura di Di Francesco per la panchina della Roma.

E in maniera sarcastica, approfittandone anche per fare i complimenti al Sassuolo, Spalletti dice il nome di un possibile sostituto ovvero il grande ex Di Francesco: “Gli ultimi allenatori che sono passati dalla Roma sono sempre stati buoni. Di Francesco essendo un ex che vuole tornare a lavorarci, si è anche giustamente offerto perché è un grande allenatore e un professionista vero”. Parole che hanno fatto passare in secondo piano i complimenti alla squadra (in particolare a Strootman definito “un gigante”) per il rendimento delle ultime settimane. Una reazione da gruppo vero quella dei suoi ragazzi dopo la mancata remuntada contro il Lione