Reduce dal matrimonio con la sua Antonella e dal rinnovo firmato con il Barcellona (per lui altre tre stagioni con opzione per una quarta, con mega clausola rescissoria di 300 milioni), Leo Messi ha ancora una volta monopolizzato le prime pagine dei giornali spagnoli a causa della sua diatriba con il fisco e la relativa condanna a 21 mesi di carcere per frode fiscale. Nelle ultime ore, infatti, l'argentino è tornato a far parlare di sé per l'accordo definitivo che gli permetterà di non finire in carcere, ma di pagare una multa da 252mila euro. L'ok definitivo da parte dell'Audiencia Provincial della capitale catalana, che ha accettato la richiesta della Pulce di tramutare la condanna in sanzione pecuniaria, ha dunque scritto la parola fine sulla vicenda nata alcuni mesi fa e giudicata dal Tribunale supremo spagnolo nello scorso maggio.

Il sollievo della Pulce.

Leo Messi era finito davanti ai giudici per aver frodato il fisco spagnolo per 4,1 milioni di euro fra il 2007 e il 2009, attraverso una rete di società con sede in paradisi fiscali, non dichiarando inoltre introiti per 10,1 milioni percepiti come diritti d'immagine. La condanna decisa dalla Corte Suprema spagnola, è stata dunque modificata grazie all'intervento dell'ottava sezione dell’Audiencia di Barcellona, che ha deciso di accogliere la richiesta dei legali del calciatore. La richiesta, in realtà, era stata subito ben vista dalla giustizia iberica, in quanto Messi e il padre non avevano precedenti penali, hanno subito una condanna inferiore ai due anni e hanno immediatamente accettato di restituire all’Erario i 4,1 milioni di euro contestati. La multa inflitta, è stata calcolata dando un valore di 400 euro a ciascuno dei 630 giorni che il giocatore avrebbe dovuto trascorrere in prigione. Il padre Jorge, invece, sarà costretto a pagare 180mila euro.