Contento per la vittoria, un po' meno per quel calo mentale nel secondo tempo, contrariato per l'orario del match che proprio non digerisce. Maurizio Sarri ne ha per tutti… anche per se stesso fino a fare autocritica quando ammette "forse ho fatto una cazzata a sostituire Jorginho, dopo abbiamo giocato anche peggio". Il resto, è pensiero già noto: le gare delle 12.30 non piacciono al tecnico del Napoli, le considera una vera iattura e non lesina critiche alla scelta della Lega di prevedere gare anche in questa ‘finestra' domenicale.

Abbiamo giocato in un orario in cui nessun vuole giocare – ha ammesso in conferenza stampa -. Tutti lo pensano, ma la differenza è che io lo dico: a me fa schifo giocare alle 12.30. E giocare a quest'ora comporta una serie di problemi in più.

Chiarissimo, come sempre, Sarri non usa giri di parole per nascondere le difficoltà incontrate dalla sua squadra capace di passare da un tranquillo vantaggio (3-0) a un finale da brivido per aver concesso all'Empoli di rientrare in partita fino al 3-2. Il solito Napoli, i soli errori.

"Purtroppo quando proviamo a gestire la partita capita che diventiamo passivi e mettiamo a rischio anche risultati acquisiti. E' come se smettessimo di giocare – ha aggiunto l'allenatore – ma non può essere così. E' un problema che stiamo affrontando cercando anche le soluzioni giuste ma facciamo fatica a vedere miglioramenti. Questione di mentalità, aspetto sotto il quale dobbiamo ancora crescere. Al di là di tutto sapevo che a Empoli sarebbe stato difficile per tutti.

Pausa di campionato, poi il doppio confronto in pochi giorni con la Juventus: 2 e 5 aprile, tra campionato e Coppa Italia (ritorno della semifinale al San Paolo). La sosta, però, non piace molto a Sarri.

I giocatori non riposano perché impegnati con le nazionali e di fatto non potremmo preparare una partita bellissima come vorrei. Potremmo fare il primo allenamento tutti insieme solo il 31 marzo, a due giorni dal match. E in genere dopo la sosta non rendiamo alla stessa maniera.