Maurizio Sarri è un discepolo di Arrigo Sacchi. La stima tra i due è notevolissima. Quando il tecnico del Napoli incontra il suo maestro è sempre sinceramente emozionato e l’affetto dell’ex c.t. nei confronti dell’allenatore toscano è davvero sincero, ma nonostante ciò e nonostante i tanti complimenti Sacchi è convinto che il Napoli pur giocando un calcio splendido non riuscirà a vincere il campionato che, secondo lui, sarà conquistato ancora dalla Juventus: “Lo scudetto lo rivincerà la Juve. Anzi, mi correggo: solo la Juve può perderlo. Il Napoli è la squadra che preferisco, come gioco è fra le tre migliori al mondo. Sarri è un genio”.

Per Sacchi la Juventus è la più forte.

Sei scudetti vinti negli ultimi sei anni, due finali di Champions disputate nelle ultime tre stagioni per il club bianconero. Risultati straordinari per la Juventus che ha giocatori fortissimi e una società tra le migliori al mondo anche per Sacchi, che però dà un consiglio al presidente Andrea Angelli

La forza mentale legate a delle individualità eccelse e a una società tra le prime cinque al mondo dà alla Juve più punti in partenza. Anche se a me non piace il messaggio ‘conta sola vincere’. Lo sapete, la penso diversamente. Però un consiglio ad Agnelli lo darei: proverei a fare un paso in avanti per unire merito, bellezza e vittoria.

Il Napoli è la squadra più bella.

L’idea di calcio di Sacchi è quella che prova a sviluppare Sarri, che è un grande maestro, ha creato una squadra molto forte, ma che difficilmente in questa stagione potrà riuscirà già a vincere lo scudetto, che al Napoli manca dal 1990

Il Napoli il campionato non lo vincerà perché è ‘condannato’ alla perfezione. Ha collettivo eccezionale, idee, qualità. Però i singoli mancano di forza fisica, esperienza, storia. Quando c’è da stringere i denti nei momenti bui si perdono, e a un certo livello i momenti bui capitano. La strada però è giusta, ogni mese che passa il Napoli è migliore. Prima o poi sarà da scudetto, ma sarà già quest’anno. L’anno scorso ha perso Higuain e poi Milik eppure ha segnato più gol.

Sacchi: la Roma, il Milan e l’Inter.

Non va nello specifico quando parla della Roma l’ex grande tecnico del Milan, che a proposito del club giallorosso ha voluto raccontare un bell’aneddoto

Ogni ambiente ha le proprie caratteristiche sociologiche. Quando arrivai a Milano nel 1987 vedendo che per la strada tutti andavano di corsa pensai: questo è il posto perfetto per il pressing. Roma è una città esigente, complessa. Sono arrivati secondi ma la gente non era contenta.

Infine nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera Sacchi, oggi opinionista per Premium, ha parlato del Milan e dell’Inter

C’è da capire come si muoveranno le nuove proprietà. Spalletti mi piace molto, ma già negli anni passati all’Inter c’erano buoni allenatori eppure è andata male. Forse il problema era l’Inter, non l’allenatore. Montella è bravo, ora mi sembra più tattico. Mirabelli gli sta fornendo una buona squadra, sono acquisti coerenti. Ma per me sono più importanti le idee.