L'Europa League, si sa, non è una competizione in grado di fornire gli stessi ricavi della Champions. Eppure, nel suo piccolo, i ricavi sono comunque consistenti. Basta chiedere al Siviglia, che negli ultimi tre anni ha vinto la competizione "minore" europea portandosi a casa sempre bei gruzzoli: 14 milioni 612.120 euro nel 2013/2014, 19 milioni e 144.232 euro nel 2014/2015, ed infine 13 milioni e 848.973 euro la scorsa stagione. Un totale di 47 milioni e 605.325 euro.

Le ultime italiane ad incassare cifre importanti furono Napoli e Fiorentina, che due anni fa si fermarono in semifinale: 12 milioni e 259.161 euro per gli azzurri, 10 milioni e 523.385 euro per i gigliati. Cifre insomma piuttosto importanti, e che potrebbe incassare anche la Roma, il cui ultimo bilancio semestrale si è chiuso a meno cinquantatré milioni di euro. E che potrebbe ricevere una cifra particolarmente alta vista anche la sua "retrocessione" dai playoff di Champions League, che valgono anche un bel bonus di contribuito di solidarietà.

Al momento, la Roma ha percepito tra bonus qualificazione ai gironi e risultati stessi, circa 2,5 milioni di euro, che si aggiungono ai 750mila euro per l'accesso agli ottavi. Se arriva ai quarti incassa tra premio qualificazione, market pool (la Roma è l'unica italiana ancora in corsa e dunque le spetta la fetta più grande, che aumenterà per ogni turno successivo) ed incassi al botteghino, un forfait di circa cinque milioni di euro. E considerando anche che in corsa per la vittoria finale restano poche squadre, l'idea di vincere il primo trofeo europeo (la Coppa della Fiere non è riconosciuta dalla UEFA) inizia a farsi strada. Anche perché la vittoria dell'Europa League garantisce l'accesso alla prossima fase a gironi della UEFA Champions League: altro traguardo economicamente appetibile.