Il 3-0 dell’andata è un margine di sicurezza importante, una seria ipoteca sulle semifinali, un divario difficile da colmare specie contro la miglior difesa europea (appena 2 le reti subite), specie in competizioni di altissimo profilo come la Champions League. Tutto vero, tutto legittimo, tutto giusto se però la Juventus non dovesse giocarsi la qualificazione al Camp Nou, se i bianconeri non dovessero affrontare il Barcellona di Luis Enrique. Gli azulgrana, infatti, passando in rassegna tutti gli scontri a eliminazione diretta in competizioni continentali, pur avendo dalla loro il 5,2% delle possibilità di passare alle semifinali non sono comunque una squadra da prendere sotto gamba.

Non tanto o non solo per l’ambiente infuocato nel quale si disputerà la sfida a Messi e compagni (atteso il sold out a Barcellona) o per la forza complessiva della compagine catalana, quanto per lo spaventoso precedente del turno scorso nel quale la squadra spagnola, pur avendo zero possibilità di qualificarsi (nessun club era mai riuscito a rovesciare un 4-0), riuscì a ribaltare tutto con un epico, leggendario 6-1 ai danni dell’ingenuo Paris Saint Germain di Emery. Una partita che ha fatto e farà giurisprudenza e che terrà ancora di più alto il livello di guardia di Allegri e dei suoi. Eppure, se il match dovesse complicarsi, giungere al 3-0 e poi trascinarsi fino ai calci di rigore, vediamo come si presenterebbero entrambe le compagini passando in rassegna i precedenti passati delle due squadre.

Qui Barça, bilancio favorevole.

Cinque successi ed una sola sconfitta. Questo, il bilancio complessivo del Barcellona ai calci di rigore nelle competizioni Uefa nel corso della sua lunga e sterminata storia europea. Un risultato che, al di là del 6-1 ai danni del PSG, mette un pizzico di benzina in più nel propulsore blaugrana che, stasera al Camp Nou, per trovare l’impresa, avrà bisogno di qualsiasi elemento positivo per generare la spinta necessaria. Steaua Bucarest ed il portiere Helmut Duckadam in grado di bloccare tutti i rigori del Barça nella finale di Coppa Campioni di Siviglia dell’86 a parte, vediamo i risultati europei degli azulgrana.

Le sfide ai rigori dei blaugrana.

  • 5-4 contro l’AZ Alkmaar, nel secondo turno di Coppa Uefa 1977/78
  • 3-1 contro l’Ipswich Town FC, nel terzo turno di Coppa Uefa 1977/78
  • 4-1 contro l’Anderlecht, nel secondo turno di Coppa delle Coppe 1978/79
  • 5-4 contro il Göteborg, nella semifinale di Coppa dei Campioni 1985/86
  • 0-2 contro lo Steaua Bucurest, nella finale di Coppa dei Campioni 1985/86
  • 5-4 contro il Lech Poznań, nel secondo turno di Coppa delle Coppe 1988/89

Qui Juve, i rigori “terminano” sul 3-3.

Nella “Leva calcistica del ’68” Francesco De Gregori cantava: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” e, aggiungiamo noi, un’intera squadra. Eppure, come sosteneva Confucio, “bisogna studiare il passato per prevedere il futuro” e così per esorcizzare lo spettro dei penalty ma anche per vedere come potrà andare a finire nel caso si debba ricorrere alla lotteria dei rigori, vediamo i precedenti bianconeri in Europa. Cominciamo subito col dire che, in questo preciso aspetto, la storia non viene molto in nostro soccorso. E sì perché i bianconeri, in 6 episodi nei quali le contese si sono risolte al termine dei supplementari, hanno ottenuto e perso la qualificazione in altrettanti casi. Un bilancio salomonico che non giustifica ottimismi né catastrofismi pre-gara con ricordi dolci e precedenti poco favorevoli nella memoria dei tifosi della ‘Vecchia Signora’.

Le sfide ai rigori dei bianconeri.

  • Si comincia con i quarti di finale della Coppa Campioni 1977/78 con l’Ajax nei quali la compagine allora allenata da Trapattoni, che poi arriverà fino in semifinale contro il Bruges, batté i Lancieri per 3-0 con due rigori parati da Zoff e gli errori fatali di Geels, Van Dord e La Ling.
  • Dopo il 3-1 subito in Polonia dal Widzew Lodz ed il 3-1 casalingo al Comunale di Torino, la Juventus di Trapattoni, poi vincitrice dello scudetto e semifinalista di Coppa Italia, fermò la sua corsa europea annata 1980/81 perdendo 1-4 ai rigori contro i polacchi nel proprio stadio.
  • Coppa Intercontinentale stagione 1985. È l’8 dicembre e a Tokyo la Juve di Platini, Laudrup, Scirea e del tecnico Trapattoni si gioca la gloria eterna contro i temibili rivali dell’Argentinos Juniors. Ereros apre le danze, Le Roi su rigore pareggia, Castro sigla l’1-2 mentre Laudrup chiude la contesa sul 2-2. Supplementari e poi rigori. Dal dischetto però, malgrado l’errore di Laudrup, Pavoni e Batista falliscono l’appuntamento col gol regalando la storica prima Coppa Intercontinentale per la ‘Vecchia Signora’
  • Stagione 1986/87 la Juventus del neo tecnico Rino Marchesi sfida il Real Madrid di Leo Beenhakker nel Secondo Turno della Coppa dei Campioni. 1-0 in Spagna (Butragueno), identico risultato in Italia (Cabrini), furono i rigori, con gli errori di Brio, Manfredonia e Favaro a decretare la qualificazione dei Blancos poi semifinalista nella rassegna.
  • Il ricordo più dolce: la finale di Champions League di Roma nel 1996. La Juve di Lippi vince la seconda Coppa dei Campioni della storia bianconera al termine di una maratona di 120’ terminata 1-1 nei tempi regolamentari (reti di Ravanelli e Litmanen) grazie ai vari Ferrara, Pessotto, Padovano e Jugovic che, al contrario degli avversari Davids e Silooy, mettono in rete i rispettivi penalty: 4-2 finale e vittoria Juve.
  • A chiudere, invece, troviamo la sconfitta subita ai danni del Milan in finale di Champions League a Manchester il 28 maggio 2003. Quella sera, infatti, dopo lo 0-0 nella tesa sfida tutta italiana con i rossoneri, gli sbagli di Zalayeta prima e Montero poi condannarono la ‘Vecchia Signora’ con un pesante 3-2 a favore dei diavoli rossoneri dell’ex Carletto Ancelotti.