Un infortunio o una scelta sbagliata, spesso tagliano la strada ad una carriera pronta a spiccare il volo. E’ il caso dell’ex attaccante scuola Juventus Rey Volpato. Vera punta centrale sia in attacco a due che a tre, o anche come unico terminale offensivo in un 4-2-3-1, il classe 1986, è stato vicinissimo a consacrarsi nel calcio professionistico dopo alcuni gol e prestazioni convincenti con diverse squadre di Serie A e Serie B.

Un infortunio però, e la poca fiducia nei suoi confronti di alcune società, stufe di aspettare il suo recupero, sono state la causa della brusca frenata a una carriera che sembrava ormai pronta a decollare. Su di lui, erano anche riposte le speranze future dell’attacco della Nazionale italiana.

Un cammino alla Del Piero: dal Padova alla Juve.

Nato a Dolo, provincia di Venezia, Volpato è cresciuto calcisticamente nell’Asd Santangiolese. Le sue qualità, fin da bambino, non passarono di certo inosservate, tanto che all’età di 7 anni, fu trasferito al Padova venendo aggregato alla prima squadra a soli 17 anni. Nella vecchia Serie C1, il giovane Rey, totalizzò 18 presenze e 1 gol che gli valsero la chiamata della Juventus letteralmente impazzita per le doti incredibili del calciatore. Portato nella squadra Primavera dei bianconeri, Volpato entrò a far parte di una rosa di futuri fenomeni come Criscito, De Ceglie e Marchisio.

Volpato non si fece intimorire dal blasone della Vecchia Signora, diventando subito il leader della squadra, trascinandola alla conquista del Torneo di Viareggio, richiamando anche l’attenzione dell’allora tecnico della Prima Squadra, Fabio Capello, che spesso lo convocava negli allenamenti insieme a gente come Emerson, Buffon, Cannavaro, Thuram, Nedved, Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic. Per capire il reale valore del calciatore, la Juventus decise così di mandare Volpato in prestito al Siena. De Canio, allenatore dei toscani in quegli anni, lo fece subito esordire in A il 18 Settembre 2005 in occasione della sconfitta interna contro il Palermo. Ma è nel Febbraio 2006, data che resterà incancellabile nella memoria del calciatore, che l’Italia conobbe davvero Ray Volpato, grazie a quella vittoria del Siena, 2-1 sul campo dell’Udinese, proprio grazie a una doppietta dell’attaccante.

Dal sogno alla triste realtà di un brutto infortunio.

In Serie A non si faceva altro che parlare di lui e gli addetti ai lavori non smettevano mai di elogiare la bravura della Juventus nell’individuare un talento di tale spessore come Volpato. Destinato ormai a far impazzire i tifosi juventini in futuro, dopo la doppietta all’Udinese, dovette però fare i conti con un terribile infortunio. Il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro del 19enne fece crack in uno scontro durante un allenamento. Una volta superato il peggio (probabilmente con troppa fretta, come ammesso in futuro dallo stesso Vopato) il bomber cercò subito di riprendersi Serie B, con la maglia dell’Arezzo di un certo Antonio Conte.

Per Volpato ci furono 6 gol in 22 presenze, ma le precarie condizioni fisiche, lo costrinsero spesso a fermarsi ai box in diverse occasioni. Dopo la retrocessione dell’Arezzo, Volpato decise di passare all’Empoli, in un’esperienza povera di emozioni e con sole 15 presenze. Da Empoli in poi, Volpato cominciò a girovagare per l’Italia intera in cerca di un club che riuscisse a rilanciarlo di nuovo. Nel 2008, sempre con Conte in panchina, andò a Bari, in Serie B, ma a gennaio il giocatore fu ceduto al Piacenza dove nemmeno trovò fortuna. Così ecco presentarsi l’esperienza di Gallipoli, che fu ancor peggio di quella piacentina.

In Lega Pro il secondo infortunio.

Il possibile rilancio di Volpato sembrava potesse concretizzarsi nel 2010, quando il Livorno lo acquistò sperando di aver portato a casa il classico colpo da novanta a basso costo. Fino a gennaio però, giocò solo 27 minuti, nei quali però riuscì anche a realizzare un gol all’Atalanta. Così a gennaio fu ceduto nuovamente in prestito, questa volta in Lega Pro, alla Lumezzane. Nel club bresciano, Volpato trovò finalmente una continuità di presenze in campo, giocando 13 partite e siglando anche 2 gol. Ma come spesso accaduto nella sua carriera, nel momento peggiore cambiarono le cose. Come nel peggiore degli incubi, Rey Volpato si infortunò nuovamente al ginocchio sinistro, rompendosi il menisco, ricominciando ancora una volta, una lunga e lenta fase di recupero.

Il faticoso rilancio fra i dilettanti.

E così, nel 2012, Volpato tornò in sella finendo a Pergocrema, dove giocò poco poiché si ripresentarono ancora dei problemi fisici e, come se non bastasse, dovette assistere anche al fallimento del club. Così, dopo aver trascorso l’ennesima estate in cerca di una squadra capace di poterlo rilanciare, decise di firmare un contratto a gettoni con l’Union Quinto (Serie D). Cinque gol in 22 presenze che gli valsero la chiamata del Thermal Ceccato, sempre in D, per la stagione 2013/14. Il fisico sembrava rispondere bene alle sollecitazioni del campo e Volpato andò in gol 9 volte in 28 gare. Ottimo stato di forma e buon rendimento che però non convinsero evidentemente gli addetti ai lavori del calcio di Serie D, infatti Volpato dovette scendere ancora di categoria, firmando con Campodarsego, squadra che militava nel campionato d’Eccellenza veneta.

In Eccellenza il terzo e decisivo infortunio.

In quel piccolo paesino, di soli 14.000 abitanti, Volpato  era il vero trascinatore della squadra, capace di segnare 14 gol guidando la squadra alla vittoria del campionato. Un momento magico per “O’Rey” che credeva di essersi ormai lasciato alle spalle le tante sventure del passato. Ma nel corso della gara contro l’Adriese, il destino decise di accanirsi ancora contro di lui. Volpato si ruppe i legamenti del ginocchio destro. Sei mesi di stop e stagione finita. Un infortunio che lo fece sparire del tutto dal calcio che conta. Dopo Campodarsego però, decise di non fermarsi, vestendo le maglie proprio di Adriese, con cui segnò 6 reti in 16 presenze, poi Este e oggi Loreo, dove nel campionato d’Eccellenza veneta, in 8 presenze, ha segnato 1 gol.