L'attacco del presidente De Laurentiis a Sarri (per la gestione del gruppo e dei calciatori) e alla squadra ("ho visto poca cazzimma, tranne da parte di Insigne") è stato come strofinare grani di sale sulla pelle. Bruciano, fanno male. Irritante fino a provocare biasimo e reazione d'impulso: è stato questo l'effetto provocato dalle parole a caldo, dall'atteggiamento del massimo dirigente a margine della sconfitta di Madrid in Champions.

Cosa s'aspettava il numero degli azzurri? Davvero credeva che con un po' di ‘garra' in più sarebbe riuscito a resistere a calciatori del calibro di Benzema, Ronaldo, James, Modric, Kroos, Marcelo, Carvajal, Sergio Ramos? Davvero pensava che contro un club munito abbastanza da permettersi il lusso di lasciare in panchina Morata, Pepe, Isco, Lucas Vazquez (giocatori di livello internazionale che nessuna squadra italiana al momento può concedersi) la ‘cazzimma' avrebbe compensato un divario ‘galattico'?

Stizzito, Pepe Reina – leader dello spogliatoio azzurro – ha difeso la prestazione del gruppo e s'è schierato dalla parte di Sarri, rendendo ‘pan per focaccia' al presidente De Laurentiis.

Abbiamo affrontato il Real Madrid che è una squadra fortissima – ha ammesso il portiere spagnolo -. Le parole del presidente? Non perdevamo da ottobre e quando abbiamo vinto non si è fatto sentire nessuno. Abbiamo preparato la partita nel migliore dei modi ma non è bastato. Ci sono stati degli errori ma anche delle buone cose da parte nostra. Adesso mi attendo un San Paolo pieno, una bolgia, per la gara del ritorno.

Analisi lucida. Reina non cerca scuse, è il primo censore di se stesso. "Abbiamo difeso e attaccato male, non sfruttando tutto lo spazio che ci hanno concesso – ha aggiunto l'ex Liverpool -. E' stato comunque importante fare un gol fuori casa. Al San Paolo dovremo attaccare per vincere 2-0".