L'ultima partita al "Vicente Calderon", resa incandescente dai proclami della settimana e dall'urlo dei tifosi "Colchoneros", ha sancito il passaggio alla finale del Real Madrid di Zinedine Zidane, nonostante la sconfitta finale per 2-1. Sull'esito della semifinale di ritorno, ha pesato come un macigno la tripletta di Cristiano Ronaldo messa a segno una settimana fa al "Bernabeu". Contro la Juventus di Massimiliano Allegri, ci sarà dunque la formazione di Zinedine Zidane: più forte dell'avvio arrembante dell'avversario e delle intimidazioni messe in campo dall'Atletico sin dal fischio d'inizio. L'ennesima delusione rimediata contro i "cugini", obbliga dunque a salutare la Champions League. Per Zidane arriva invece la seconda finale consecutiva, dopo quella di Milano vinta proprio contro i "Colchoneros".

Lo stratega Zidane.

Anche nella corrida del Calderon, il Real Madrid ha dimostrato tutta la sua forza. Zidane ha avuto il merito di preparare al meglio la squadra. Senza Bale, il francese ha riproposto un super Isco e applaudito la serata più che positiva di Keylor Navas. Il resto lo hanno fatto la difesa (granitica) e un Modric sempre lucido nel far ripartire i compagni. Nella serata grigia di CR7, il protagonista è stato Benzema. Dalla sua serpentina magica, è infatti nato il gol che ha portato i "Blancos" alla finale di Cardiff. Nell'unico incrocio in semifinale di Coppa dei Campioni/Champions League, disputato tra i due club di Madrid nella stagione 1958/59, fu il Real a qualificarsi alla finale a vincere il trofeo. Un precedente che già mette in agitazione i tifosi della Juventus.

Isco gela il furore dell'Atletico.

Due cartellini gialli, due miracoli di Navas e Oblak, furore e agonismo da controllo antidoping: il tutto nei primi sette minuti di gioco. Benvenuti alla "corrida" del Vicente Calderon: l'ultima in questo stadio, la più importante per i "Colchoneros" perché vale la finale di Cardiff, dove è già approdata la Juventus vincendo nel doppio confronto con il Monaco. In uno stadio dagli occhi iniettati di sangue, l'Atletico Madrid è andato subito a caccia del miracolo dopo il 3-0 incassato nell'andata del Bernabeu. L'inizio della formazione di Simeone è stato pazzesco. Al 12esimo l'Atletico ha trovato il vantaggio con Saul Niguez, quattro minuti dopo un rigore di Griezmann ha reso possibile il sogno"remuntada" e scritto sul tabellone dello stadio l'inaspettato 2-0.

Nella mezz'ora rimanente del primo tempo, si sono visti più calci che occasioni da gol. L'arbitro del match, il turno Cakir, ha dovuto faticare più del previsto per raffreddare l'animo guerriero dei "rojoblancos" e per spegnere le diverse risse nate ad ogni tackle duro: spesso affondato solo dagli uomini del "Cholo". Complice il doppio vantaggio, la squadra di casa ha però abbandonato il pressing a tutto campo e permesso al Real Madrid di avanzare pericolosamente. Un errore madornale, che l'Atletico ha pagato a caro prezzo. Dopo un tiro debole parato senza problemi da Oblak, Isco ha infatti segnato il 2-1 al 42esimo: gol pesantissimao, nato da una magia incredibile di Benzema.

Il muro del Real Madrid.

Obbligato a rimontare nuovamente, dopo la rete madridista, l'Atletico ha provato il tutto per tutto nei primi minuti della ripresa. Dopo pochi minuti Simeone ha inserito Gameiro e Thomas (al posto di Gimenez e di uno spento Torres), ma ha dovuto sudare freddo davanti alla prima occasione della ripresa di CR7: finita sul fondo non di molto. L'entusiamo e la fede incontrollabile dei propri tifosi, ha tentato di spingere Griezmann e compagni: sulle gambe per colpa del tap-in vincente di Isco. Nonostante tutto, al 65esimo l'Atletico ha costruito una doppia occasione per andare sul 3-1: sventata da un duplice miracolo di Navas.

Ad un quarto d'ora dal termine, le ultime sostituzioni. Zidane ha tolto Benzema (tra i migliori in campo) e Casemiro, inserendo Asensio e Lucas Vazquez. Simeone ha replicato con l'ingresso di Correa: subito pericoloso con un'incursione nell'area delle"merengues". L'orgoglio dei padroni di casa ha generato un finale tutto cuore e grinta. Keylor Navas ha salvato ancora la porta a dieci dal termine e negli ultimi indiavolati attacchi dei "Rojoblancos". La pioggia torrenziale caduta negli ultimi secondi di vita del Calderon, ha lavato le lacrime dei tifosi dell'Atletico Madrid. In finale ci va Zinedine Zidane: pronto a sfidare ancora una volta il suo passato.