Far registrare il record di miglior difesa per tutta la durata della Champions League e poi cedere in malo modo in finale. Per la Juventus il contraccolpo psicologico per la sconfitta contro il Real Madrid per 4-1 rischia di essere micidiale, soprattutto per le modalità con cui è avvenuto. I bianconeri sono pronti a ripartire, ma nonostante le parole di Agnelli ("Ci riproveremo subito l'anno prossimo") ed il rinnovo di Max Allegri, la delusione resta tanta.

Il record difensivo. La Juventus aveva fatto registrare un grande record: nelle sei gare della fase a gironi aveva subito appena due reti (nei match contro Lione e Siviglia), mentre tra ottavi, quarti e semifinali appena una. Superati indenni gli scogli del Porto e, soprattutto, del Barcellona umiliato 3-0 allo J-Stadium e poi incapace di andare oltre lo 0-0 al Camp Nou. L'unica rete nelle sei gare ad eliminazione diretta era arrivata dal Monaco, ma a qualificazione ormai acquisita. Ed invece in finale i bianconeri ne hanno subiti quattro in un colpo solo, di cui tre in appena quarantacinque minuti nel secondo tempo.

Modric svela il segreto. Il centrocampista croato ha così spiegato il segreto del successo dei blancos sui bianconeri. "I difensori della Juventus sono straordinari quando sono piazzati, ma non altrettanto quando vengono presi in contropiede. Abbiamo fatto questo tipo di lavoro e così abbiamo segnato tre dei nostri gol in finale (con l'eccezione della rete di Casemiro, ndr). Mi complimento con l'allenatore per aver scoperto questi dettagli, è stata sicuramente la chiave del match", ha poi concluso Modric. Insomma, i complimenti sono tutti per Zinedine Zidane. Un po' meno per la difesa bianconera, che ha visibilmente sbandato sotto i colpi di CR7 e compagni.