Se in Italia ha fatto tanto discutere il "tuffo" di Strootman durante il derby, in Inghilterra i tabloid si sono scatenati in commenti acidi nei confronti di Marcus Rashford e Leroy Sané: colpevoli entrambi di due simulazioni simili a quella dell'olandese, che come nel caso di Roma hanno generato altrettanti rigori inesistenti. In Premier League, però, dalle parole si è subito passati ai fatti. Come confermato dai tabloid britannici, dalla prossima stagione scatterà infatti la squalifica per sarà colpevole di simulazione. Una nuova regola approvata durante la riunione generale che si è svolta a Wembley nei giorni scorsi, e che prende spunto da una legge già utilizzata in Scozia.

La Football Association ha così introdotto l'utilizzo della prova tv contro i simulatori e approvato le nuove norme che prevedono l'istituzione di una commissione apposita, composta da un ex arbitro, un ex allenatore e un ex giocatore, che ogni lunedì passerà in rassegna tutti gli eventuali casi di simulazione.

La soddisfazione dei vertici della FA.

Una novità particolarmente importante, con la quale la FA Association conta di azzerare i casi di simulazione e di favorire il lavoro degli arbitri inglesi. Grazie al supporto delle immagini video e al lavoro della commissione, per i furbi potrebbe dunque scattare la sanzione decisa dalla Federcalcio inglese: 2 giornate di squalifica. Se un giocatore ammetterà di aver ingannato l'arbitro, la Federazione potrà anche decidere di non punire il colpevole.

E' un processo simile a quello usato fin qui per le condotte violente o antisportive non viste dall'arbitro in quel momento ma colte dalla telecamera – ha spiegato Greg Clarke, presidente della FA – Si tratta di una decisione significativa per il nostro movimento e sono sicuro che ne beneficerà tutto il calcio inglese.