Il calcio che non ha più bandiere, non ha nemmeno più rispetto per i grandi calciatori. Alessandro Del Piero ormai è una riserva, che gioca pochissimi minuti, quando li gioca. E prima di entrare deve ‘subire’ la lezione tattica di Angelo Alessio, il vice di Conte. Francesco Totti è un peso per Luis Enrique. Ed un peso era pure Pirlo per Allegri, che ha deciso di liberarsene.

Proprio l’allenatore livornese ha, di fatto, messo alla porta ‘SuperPippo’ Inzaghi, agli inizi di settembre quando lo ha escluso dalla lista per la Champions. Una decisione, ufficialmente, sofferta per l’allenatore Campione d’Italia, che gli preferì Mexes, anch’esso reduce da un infortunio al ginocchio. Si disse che il francese era più utile, in più il Milan davanti era coperto. Inoltre un ragazzo dell’82 recupera più facilmente di uno che quando ha vinto il Mondiale nel 2006 aveva già trentatre anni. Oggi Mexes è ancora fermo ai box, mentre Inzaghi scalpita tra panchina e tribuna. I tifosi ci sono rimasti male, ufficialmente anche la società, che ha sempre venerato Pippo autore dei due gol che decisero la finale del 2007, l’ultima vinta (contro il Liverpool) dai rossoneri. I fatti, poi, hanno dato ragione a Inzaghi. Con Cassano e Pato fuori uso, a Borisov nel finale ha esordito il diciottenne Simone Andrea Ganz.

Così hai margine della squadra SuperPippo, che con il Milan ha segnato 125 gol, avrebbe deciso di cambiare aria, complice anche l’imminente arrivo di un altro attaccante: Tevez o Lopez. Le proposte non gli mancano. Tempo fa si era parlato anche di Napoli per lui. Agli Azzurri è utile un attaccante di scorta, con esperienza internazionale, ma De Laurentiis preferisce giocatori più giovani, inoltre Pandev ieri è stato autore di una doppietta. Dovessero propendere i sentimenti Inzaghi potrebbe finire all’Atalanta, la squadra che lo ha lanciato, con cui divenne capocannoniere nella stagione 1996/97. Più probabili, però, l’estero per lui: Emirati Arabi o Stati Uniti.