Paolo Maldini di ritorno al Milan? Per molti tifosi rossoneri rappresenterebbe un sogno. Perché il mitico numero 3 ha fatto la storia del Milan per 20 anni ed è rimasto ancora nei cuori dei supporters che mai hanno accettato né compreso fino in fondo perché proprio lui non abbia mai trovato spazio in dirigenza. Al tempo di Berlusconi, perché adesso con l'avvento dei cinesi il nome di Maldini è ritornato in auge e lui non si è tirato indietro. Ma con delle precise garanzie che possano preservarne l'immagine e soprattutto la storia milanista.

Non c'è preclusione nell'ex terzino milanista da tempo radicatosi a New York dove coltiva i propri affari personali e gestisce una franchigia insieme all'amico Nesta in MLS. Tutto è possibile, anche un ritorno alle origini, in quel Milan che lo rese grande e in cui contribuì a scrivere epiche pagine di storia calcistica. "Io non ho fretta e sinceramente non mi sembra nemmeno il caso di averne vista la vastità del progetto. Vorrei solo sapere da loro cosa intendono fare per il bene del Milan. Poi io ci metterei la faccia, la credibilità, l’attaccamento ai colori, il tempo, la condivisione di un progetto, il lavoro".

Ma se ciò avverrà non avverrà a caso. Maldini ha idee chiare e regole precise del gioco: "Io non posso assumermi certe responsabilità e metterci la faccia senza identificarmi nella proprietà. Vorrei conoscere i nuovi proprietari, condividere il progetto, parlare di strategie, ascoltare i loro obiettivi e le linee guida. Mi sembra il minimo".

Intervistato dalla Gazzetta, l'ex terzino ha ribadito comunque la propria disponibilità per rilanciare una società che da troppo tempo sta annaspando nella mediocrità del campionato italiano dopo decenni di vittorie e successi in giro per il mondo: "Tutto quello che ho fatto per il Milan ha un peso importante. Però, proprio per rispetto della mia storia, se io accetto di entrare nel Milan lo faccio solo seguendo i miei ideali. Amo profondamente questo club non lpho mai nascosto e posso aiutarlo solo ascoltando il mio cuore e la mia testa. Per il bene del Milan devo restare me stesso".

Adesso la palla passa dunque alla dirigenza cinese che non ha ancora mosso alcun passo in questa direzione. Tante parole, diverse idee in prospettiva ma nei fatti poco o nulla: "A parte Fassone ho incontrato solo Han Li l’unico che parla inglese. Ma è stata una chiacchierata di dieci minuti. Mi ha detto che mi vuole fortemente al Milan, non siamo andati oltre"