Agli occhi dei tifosi, è rimasto “Quel ragazzo della Curva B”. Il tempo sembra essersi fermato per Nino D’Angelo, il celebre cantante e attore napoletano protagonista del filma del 1987 ambientato nell’anno del primo scudetto del Napoli. Sono cambiate tantissime cose da quegli anni rimasti nel cuore del popolo azzurro, in primis per la squadra rimasta nel cuore di D’Angelo. Quest’ultimo ai microfoni di Radio Punto Zero ha detto la sua sul percorso del Napoli, dalla fine degli anni ’80 ad oggi: “In questi dodici anni il Napoli è cresciuto sempre. L’era De Laurentiis è ricca di soddisfazioni, siamo tornati in Serie A e in Champions League dopo tanto tempo. Ora, però, bisogna capire fino a che punto questa società vuole vincere”.

Il grande tifoso del Napoli ha fatto il punto sulla squadra di Sarri, a cui sembra mancare sempre qualcosa: “La squadra è forte, ma manca sempre qualcosa, quest’anno è più completa, ma meno forte dell’anno scorso perché non c’è più Higuain. Anche la sfortuna, quest’anno, ha inciso: perdere Milik è stato un bel problema, Gabbiadini non sembra da Napoli”. Non mancano le critiche anche all’operato della società: “Rispetto al passato, la passione s’è affievolita, ci sono troppi soldi e, dunque, anche le società fanno più conti. Il Napoli è diventata un’Udinese che prova ad andare in Champions League: compriamo giovani, li valorizziamo e poi vanno via perché hanno mercato. De Laurentiis è fortissimo coi conti, ma appena qualcosa non va bene, come adesso, abbiamo tutti un po’ paura".

E Higuain? La sua partenza ha indebolito e non poco il Napoli che quest’anno con il Pipita avrebbe stravinto per Nino D’Angelo: “La squadra attuale è molto forte, ma se Higuain fosse rimasto non ci sarebbe stata storia per nessuno, peccato!!”.

E a proposito dei tifosi, l’ex “Ragazzo della Curva B” ha con un pizzico di amarezza sottolineato la maggiore “freddezza” della gente rispetto al calcio: “È vero che il Napoli non ha vinto tanto, ma ricordo ai tifosi che in passato lo stadio era sempre pieno, addirittura fu aumentata la capienza. Credo che il tifo sia cambiato molto, ho vissuto l’era Maradona, il top del Napoli, il più forte di tutti i tempi. Ripeto, i soldi hanno sbiadito la passione per tutte le cose, non solo per il calcio. La gente ha capito che coi soldi, purtroppo, si possono comprare anche i sentimenti”.