No money, no Neymar. E' anche questo il motivo che ha spinto il Barcellona a mettersi di traverso, come bastone tra le ruote, rispetto alla volontà del brasiliano e del Paris Saint-Germain di scendere in campo, mettere da parte le chiacchiere e lasciare spazio ai gol, alle rabone, ai numeri da funambolo e a quei giochi di prestigio che la Francia attende per esaltare la propria ‘grandeur'. Un tempo c'era Ibrahimovic, la personalità di Zlatan era sufficiente a colmare il gap di visibilità del torneo transalpino ma non bastò per alimentare le ambizioni di vittoria a livello europeo della società.

E allora il club ha chiamato banco e puntato all-in sull'ex Santos: investimento complessivo da 600 milioni di euro, compresi i 222 milioni della clausola rescissoria e quant'altro è necessario a sostenere un'operazione del genere, tra cui i 60 milioni lordi a stagione (30 netti nelle tasche di O Ney) destinati per lo stipendio del calciatore.

Il Barça si trincera dietro il pagamento della clausola.

Una favola da ‘mille e una notte', perché ci sia il lieto fine manca ancora un dettaglio tutt'altro che trascurabile: la stampa spagnola racconta che i blaugrana non autorizzeranno la stella della Seleçao a giocare con la sua nuova squadra finché non sarà depositata la somma che il Psg si è impegnato a pagare per sciogliere il nodo contrattuale del giocatore con la ‘vecchia' società.

Niente transfer, O Ney va solo in tribuna.

Niente transfer internazionale per adesso, nessuna possibilità di debutto ufficiale di Neymar che ha provato a reagire minacciando denunce nei confronti degli spagnoli per la mancata corresponsione di bonus (26 milioni) inclusi nel precedente accordo. La burocrazia e la ‘guerra di posizione' dei catalani sono alleati pericolosi e dagli effetti molto efficaci: O Ney ha potuto solo assistere dalla tribuna alla prima di campionato del Psg contro l'Amiens, con ogni probabilità farà la stessa cosa in occasione del prossimo impegno contro il Guingamp. Quando potrà indossare la maglia numero dieci per giocare e non fare solo passerella? La speranza è che ciò accada per la terza di Ligue 1, quando la squadra di Emery affronterà il Tolosa al Parco dei Principi.

Caso Neymar, cosa può accadere.

Il quotidiano spagnolo ‘As' ha individuato quattro possibili scenari della vicenda incagliatasi sulla reticenza piccata del Barcellona per nulla disposto a fare sconti né al giocatore né agli sceicchi accusati – come denunciò il presidente Bartomeu all'assemblea dei tifosi – di essere stati poco corretti.

Il transfer non arriva in tempo

La Federazione spagnola ha tempo fino al 10 agosto per recapitare il transfer a quella francese. Non dovesse giungere entro i termini previsti, allora Neymar sarebbe fuori dalla lista dei convocati. E' possibile che il documento venga negato? Secondo il regolamento della Fifa può accadere se il contratto non è scaduto oppure se non c'è stato un mutuo accordo di rescissione anticipata.

Il transfer arriva oltre il tempo massimo

La Federazione spagnola invia il transfer internazionale in netto ritardo: immaginiamo che lo faccia oltre il limite massimo stabilito ma comunque prima di domenica. In questo caso spetterebbe alla Federazione francese consentire o meno al Psg di schierare Neymar contro il Guingamp.

La strategia dell'iscrizione provvisoria

Se la guerra burocratica sul trasferimento dovesse continuare, arrivando anche oltre il 18 agosto (il 20 c'è la 3a di campionato), il Psg potrebbe aggirare l'ostacolo iscrivendo Neymar in via provvisoria nella lista dei convocati per la sfida col Tolosa. Quanto può durare questo periodo? Anche un anno, trascorso il quale il brasiliano diverrebbe a tutti gli effetti un giocatore del Paris Saint-Germain.

La Federazione spagnola si rifiuta di concedere il transfer

La Federazione spagnola ha nelle proprie facoltà il rifiuto esplicito a comunicare – attraverso documentazione ufficiale – il trasferimento di Neymar dal Barcellona al Psg. Può farlo qualora abbia agli atti un dossier che testimoni la lite contrattuale tra il club e il calciatore, in questo caso spetterebbe alla Fifa dirimere la controversia concedendo una soluzione provvisoria.