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Nazionale vietata per Cassano. Solo Prandelli sa il perchè

Le spiegazioni date da Prandelli non reggono. Cassano troppo vecchio? Però è stato richiamato lo stanco Pirlo e ripescato il 32enne Gilardino. Cassano 'a gettone' come Di Natale? Ma tutti sappiamo che Fantantonio predilige essere inserito in un progetto per rendere al meglio. E allora? La verità la sa solo il CT.

Nazionale vietata per Cassano. Solo Prandelli sa il perchè.

Le convocazioni di Prandelli sono arrivate con qualche amletica perplessità delle scelte fatte alla luce di ciò che è stato fatto da fine agosto ad oggi, in poco più di un mese e mezzo. Qualche interprete azzurro ha zoppicato un po’ più del dovuto, altri hanno avuto un calo di rendimento, altri ancora si sono pian piano riscattati ritrovando la Nazionale. E c’è chi ha fatto benissimo, come mai prima d’ora ma la chiamata del CT per le prossime due partite contro Armenia e Danimarca valide per la Qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014: Antonio Cassano.
Per lui non c’è posto tra i convocati di Prandelli, grande escluso malgrado ciò che ha fatto vedere in campo con i colori nerazzurri. A settembre il CT aveva motivato la mancata convocazione azzurra di Cassano sottolineando che non fosse ancora al top della forma fisica ma solamente al 50-60 per cento. Comprensibile, accettabile. Oggi, il Comissario Tecnico davanti ai microfoni e di fronte alle domande dirette sulla nuova mancata chiamata del fantasista dell’Inter, la risposta è arrivata immediata, ma non ha convinto nessuno.

“I giovani sono il futuro e su di loro dobbiamo puntare. Cosa sa fare Antonio ci è stranoto, per il prossimo biennio abbiamo scelto altre vie in attacco. E non c’è nulla nel rapporto personale. Ecco, in questo senso non conta neanche la carta d’identità. Cassano sarà in questi due anni quel che è stato Di Natale per la squadra degli Europei”.

Eccola la spiegazione di Prandelli, due piccole bugie che celano altre verità. Vediamo perchè.

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Questione di feeling ? Di certo qualcossa si è rotto tra Prandelli e Cassano...

I giovani, il futuro e il presente - La linea verde dell’Italia è da sempre stata una credenziale con cui Prandelli si è subito presentato dal primo giorno della sua avventura azzurra. Un impegno, ma anche una convinzione profonda del Commissario Tecnico che ha rivoltato la Nazionale inserendo elementi dell’Under 21 e indicando nei giovani il materiale umano e professionale su cui lavorare in ottica futura. Un merito che ha sempre vantato con i fatti che sono sempre seguiti alle parole. E anche in queste ultime convocazioni, i giovani ci sono. Ma sostenere che l’esclusione di Fantantonio è arrivata proprio perchè il progetto è ‘full green’ è insultare l’intelligenza di molti.
Detto di Gigi Buffon, che proprio giovane non è ma è pur sempre il leader indiscusso in un ruolo particolare come quello del portiere, nonchè capitano azzurro da lunga data, per le prossie due gare di qualificazione sono stati convocati anche due ‘vecchietti’ che battono sulla carta d’indentità i trent’anni di Cassano: Andrea Pirlo e Alberto Gilardino.
Per il fantasista della Juventus, addirittura si è rischiato l’incidente diplomatico con i bianconeri, tanto che davanti all’appannamento del ‘Professore’ nelle ultime gare, Antonio Conte ha dovuto far notare (attraverso l’ad Marotta) come la convocazione azzurra fosse arrivata proprio in un momento sbagliato, quando il giocatore avrebbe potuto riposare e ricaricare le pile anche perchè al rientro in campionato ci sarà una decisiva Juventus-Napoli. Così, Prandelli ha dovuto dialogare con il tecnico campione d’Italia assicurandogli il massimo controllo su Pirlo, offrendo una gestione ‘personalizzata’ di un giocatore troppo importante per gli Azzurri da doverne fare a meno anche in queste prime battute di qualificazione.
Per Alberto Gilardino, il discorso si è fatto addirittura più estemproaneo: è stato chiamato perchè al momento in avanti non c’è nessuno che possa garantire uno stato di forma decente. Il bomber del Bologna (cinque gol in sette gare, ma al debutto in campionato non era sceso in campo) è l’ultima spiaggia di Prandelli per provare a trovare quei gol che mancano come il pane alla Nazionale per questa parentesi di due gare. Poi ritornerà al mittente senza alcuna speranza per i Mondiali del 2014.
Detto questo, Cassano poteva tranquillamente inserirsi al meglio, sfruttando anche per Fantantonio un momento psicofisico invidiabile, risultando decisivo e risolutivo sotto rete come non mai prima d’ora. All’Inter ha segnato 4 gol in 5 gare, sfornando assist al bacio e disputando gare con prestazioni ottime (derby escluso). Eppure nulla è servito perchè venisse inserito nel lotto dei convocati.

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Atene 2004, Gilardino e Pirlo insieme. Oggi si ritrovano in azzurro per le qualificazioni di Brasile 2014

Cassano come Di Natale - Non regge nemmeno la seconda parte del pensiero del CT azzurro: riservare a Cassano lo stesso ruolo che è stato ritagliato ad Antonio Di Natale per l’ultimo Europeo. Ci sono dei distinguo talmente evidenti che ogni confronto appare improprio. Di Natale è un giocatore che da sempre ha dimostrato di poter fare la differenza, per le proprie caratteristiche tecniche, in ogni momento, nei minuti finali, a gara in corso, nei momenti d’emergenza. Non necessita particolari decisioni tattiche, lo si butta nella mischia in avanti e spesso (la vittoria per due volte della classifica cannonieri negli ultimi tre campionati ne è un segno indelebile) fa ciò che gli riesce meglio: segnare.
Cassano no. Fantantonio ovunque sia andato ha sempre palesato l’esigenza di dover essere inserito in un contesto in campo strutturato per valorizzare le sue caratteristiche tecniche. Non è un ‘risolutore’ dell’ultima ora, ha bisogno di considerazione, di sentirsi importante e parte del gruppo. Da un lato può essere un limite, ma è anche la forza di Cassano: nell’Inter lo sta dimostrando dopo le incomprensioni rossonere che ne hanno caratterizzato in negativo l’ultima parte della stagione, la cura Stramaccioni ha avuto l’effetto dirompente di farlo sentire importante malgrado la presenza ingombrante di Sneijder e la crescita di Coutinho. Non è un caso che il barese stia dando il meglio di sè con continuità. La stessa che Prandelli vorrebbe negargli, pretendendo (a parole) di avere a propria disposizione un Cassano ‘a gettone’  ma che in realtà sa già che non potrà essere così, proprio per la natura del giocatore.

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Balotelli festeggiato dopo la doppietta schianta-Germania all'Europeo. Per lui, Prandelli lascia le porte aperte della Nazionale

Quindi dove sta la verità? Solo Prandelli la sa fino in fondo e quindi non è compito nostro svelarla. Di certo ciò che è stato dichiarato in conferenza stampa dal Ct non ha fondamenta per reggere. Forse, e siamo nel periodo ipotetico delle possibilità, c’è qualche stridìo di troppo con il gruppo che si è pian piano consolidato. Altri, in difficoltà hanno trovato il conforto della convocazione come Mario Balotelli e gli stessi Osvaldo e De Rossi in crisi con Zeman. I rumors si rincorrono e le spiegazioni senza costrutto di Prandelli le alimentano: c’è chi parla di rapporti difficili tra il giocatore e tecnico e chi insinua rapporti non idilliaci con gli altri componenti dello ‘zoccolo duro’ della Nazionale.
“Il ciclo di Cassano in Nazionale non è finito” ha voluto ribadire il CT. Forse, ma se fosse finita la pazienza di Fantantonio?

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