Nella sfida a distanza di questa prima giornata di Serie A il Napoli risponde alla Juventus che, nel pomeriggio, aveva avuto la meglio sul Cagliari di Rastelli, con un successo per 3-1 sul difficile campo del Bentegodi di Verona.

Gli azzurri, infatti, malgrado il chiodo fisso, la distrazione dei preliminari di Champions che ha suggerito a mister Sarri di approntare un mini turnover con 4 cambi nella formazione iniziale (Chiriches per Albiol, Zielinski per Allan, Diawara per Jorginho e Milik per Mertens), saggiano le legittime ambizioni di salvezza del Verona superando con non poche difficoltà gli scaligeri del grande ex Pecchia (partiti dall’inizio senza Pazzini per scelta tecnica). Una vittoria di pura voglia frutto di una ottima prestazione corale come utile carburante per il prosieguo del campionato e che fa ben sperare, pubblico e tifosi, in vista del match di ritorno di martedì sera contro il Nizza vittorioso per 2-0 contro il Guingamp. Dagli ottimi 90’ minuti di Insigne al ritorno al gol di Milik (rete che mancava dal 23 aprile scorso contro il Sassuolo) ecco top e flop della gara d’esordio della stagione di Verona e Napoli.

Top e Flop.

Insigne prezioso in entrambe le fasi: è lui il #10 azzurro.

Nel sempre ostico, specie per lui, Marc’Antonio Bentegodi Lorenzo Insigne, come negli ultimi episodi a Verona (2 reti nel gennaio del 2014 e nel novembre del 2015) gioca una gara magistrale di grande, grandissima sostanza. Pur non trovando la rete però, il talento partenopeo, sulla prediletta mancina, ha fatto letteralmente il bello ed il cattivo tempo contro un comunque temibile difensore come Caceres, al rientro in Italia dopo l’anno fra gli svincolati e le fila del Southampton (gara per lui in Premier). Per lui tanti, dribbling, tagli precisi, tiri sontuosi l’assist vincente per Milik di esterno destro al termine di un cavalcata che taglia fuori il longilineo Souprayen ma anche tanta, tantissima quantità con ripiegamenti difensivi salvifici e la grinta di un numero #10, con la casacca #24, moderno.

Ghoulam, la gioia della prima volta.

Dopo 138 partite in maglia azzurra dove l’algerino Ghoulam si era fatto notare per le sue sgroppate sulla fascia sinistra, i suoi cross tesi ed i suoi assist (20 nel complesso), arriva per lui la prima determinante rete con la casacca del Napoli. Suo, infatti, il momentaneo 0-3 che chiude, al netto del rientro degli scaligeri dopo la rete e l’espulsione di Hysaj, la contesa e suggella una prestazione di sostanza, di puro dinamismo e classe.

Bessa, moto perpetuo.

Da segnalare, fra i migliori del match, anche l’ex Inter Bessa grande intuizione del tecnico Pecchia che lo preferisce, fra gli starter, al bomber Pazzini. Duella, lotta, costruisce e sbaglia poco il numero #24 gialloblù mette in mostra tutto il suo repertorio dimostrando non solo di poterci stare a questi livelli ma di poter anche essere una risorsa preziosa per il suo Verona.

La resurrezione di Milik, il polacco a segno dopo 118 giorni.

Impacciato nei primi 20’ minuti di gioco con un Napoli forse troppo abituato a giocare palla a terra e privo di un riferimento lì davanti, il polacco Milik sembra avulso dal match e destinato ad una mesta sostituzione. Nonostante i cross messi al centro dai vari Ghoulam, Hysaj o Callejon, il numero #99, infatti, non incide e spesso sbaglia, complice il campo in pessime condizioni, le triangolazioni strette con le mezzeali e gli esterni azzurri. Eppure, quando il suo primo tempo sta per assumere i contorni di un brutto incubo dopo il clamoroso errore davanti alla porta di Cardinale nell’andata dei preliminari di Champions League al San Paolo contro il Nizza, con un destro di prima intenzione su assist d’esterno di Insigne, dopo 118 giorni dall’ultima rete siglata contro il Sassuolo al Mapei Stadium, Milik torna al gol scacciando via tutte le ansie, le critiche, i dualismi (uscirà poi al 60’ per il folletto Mertens) e i dolori del grave infortunio subito un anno fa.

Nicolas, una prestazione da rivedere: suo l’errore che spiana la strada al Napoli.

Autore di una prestazione di ottimo livello, l’ex portiere del Trapani ha vissuto una serata dai due volti, un po’ Dr. Jekill e un po’ Mr. Hyde. Prodigioso in diverse circostanze con alcune parate che hanno negato un passivo più ampio e disastroso nell’occasione dello 0-1 che ha spianato la strada al più attrezzato avversario. Una uscita a vuoto su corner di Callejon che ha messo in seria difficoltà la sua retroguardia con l’incolpevole Souprayen condannato dal fato a spingere la sfera in fondo al sacco. Il campionato però, per sua fortuna e per le sue certezze personali, è ancora lungo con tante occasioni nelle quali potrà sfoggiare il suo lato migliore, quello dei ripetuti no alle conclusioni di Insigne e dei guizzi felini fra i pali scaligeri.

Cerci, un fantasma sulla corsia destra d’attacco.

Quando si parla di Cerci, per diverso tempo, al di là delle iperbole, una delle migliori ali italiane, chiedere ai tifosi del Torino, ci si aspetta sempre qualcosa in più. E invece, al netto delle attenuanti che pure non mancano, l’ex granata non è di fatto mai sceso in campo nella scorsa ultima annata nell’Atletico Madrid (2 sole presenze e 43’ minuti di gioco totali), il numero #10 gialloblù non riesce mai a saltare l’uomo, a sfondare e creare la superiorità numerica con, per non farsi mancar nulla, l’assenza di filtro e coperture preventive all’indirizzo di Ghoulam, padrone assoluto della fascia sinistra/destra della contesa. Per lui 72’ minuti che possono solo essere utili per la ripresa della condizione migliore.

Hamsik ancora a corto di condizione.

Fra i tanti aspetti positivi della serata azzurra, Hamsik non è di certo fra queste. Lo slovacco, infatti, non sembra ancora in condizione e nonostante qualche timido miglioramento rispetto all’ultima amichevole con l’Espanyol ed alla gara interna con il Nizza, si trova spesso ad essere la controfigura dell’eccellente mezzala ammirata negli ultimi due anni con mister Sarri in panchina. Raggiunge a fatica la sufficienza ma dal capitano azzurro, peraltro ad un passo dal record di segnature all-time col Napoli a -2 dal cittadino onorario/monumento napoletano Maradona, ci si aspetta sempre qualcosa in più.

Hysaj, profondo rosso.

In una serata tranquilla, in una giornata, per così dire, in ufficio l’albanese Hysaj si distrae, decide di complicare la vita al Napoli e si fa espellere all’82’ provocando il calcio di rigore che ha riportato pubblico e avversari in partita. Un rosso al culmine di una partita non di certo eccelsa, sulla sufficienza, ma che oltre ad evidenziare i limiti mentali ancora esistenti all’interno della pur giovane rosa azzurra, costerà al ragazzo due pesanti giornate di squalifica contro Atalanta e Bologna.

Tabellino e voti.

Verona (4-3-3): Nicolas 5; Ferrari 5.5, Caceres 6, Heurtaux 5 (Valoti dall’86’), Souprayen 5.5; Romulo 6, Buchel 5.5, Zaccagni 5.5 (Fares dal 64’, 5.5); Cerci 5 (Pazzini dal 72’, 6.5), Bessa 7, Verde 6.5. A disposizione: Coppola, Silvestri; Caracciolo, Laner; Zuculini, Valoti, Fossati, Felicioli; Pazzini, Fares, Bearzotti. Allenatore Pecchia 5.5

Napoli (4-3-3) Reina 6; Hyasj 4.5, Koulibaly 6.5, Chiriches 6, Ghoulam 7; Zielinski 6.5, Diawara 6, Hamsik 5.5 (Allan dal 66’); Insigne 7, Milik 6.5 (Mertens dal 61’, 6.5), Callejon 6 (Giaccherini dal 73’). A disposizione: Rafael, Sepe; Albiol, Maggio, Maksimovic, Mario Rui; Giaccherini, Jorginho, Rog; Ounas, Mertens. Allenatore Sarri 6

Arbitro.

Fabbri di Ravenna (Longo-Valeriani, IV: Rocchi. VAR: Doveri, Chiffi)

Ultimo precedente in Serie A a Verona.

il 22 novembre 2015 Hellas-Napoli 0-2 (Insigne 67’, Higuain 73’)