L’estate calda di questi giorni non abbatte i tanti appassionati di calcio che con grande attenzione stanno osservando l’operato delle proprie squadre del cuore sul mercato. Fra colpi sensazionali, battute d’arresto e colpi di scena, i campioni cominciano nuovamente ad approdare nel nostro campionato. Fra curiosità, statistiche e nomi, ogni club guarda i movimenti anche delle dirette concorrenti.

In Italia c’è la sensazione che qualcuno quest’anno possa fare lo sgambetto alla Juventus, nonostante i numeri stratosferici messi a segno dalla squadra di Allegri e cancellati dai tifosi avversari solo da una secondo tempo sciagurato a Cardiff. In cima alla lista delle squadre ambitissime allo scudetto, c’è il Napoli di Sarri. In un mercato che ad oggi ha portato ancora pochi calciatori come rinforzi in rosa, gli azzurri sembrano i favoriti a poter competere con la Juve. Scopriamo perché.

Motivazioni giuste e grandi sicurezza.

Per qualcuno avere troppa sicurezza dei propri mezzi è un aspetto negativo. Ma per i ragazzi di Maurizio Sarri che, nel corso di questi due anni, ha tirato fuori un giocattolo perfetto capace di muoversi meccanicamente seguendo un progetto preciso, bisogna fare un discorso a parte. La sconfitta della Juventus a Cardiff, ha paradossalmente spinto il Napoli a dover dare di più. La Juventus non è imbattibile.

Il gioco degli azzurri, rispetto a quello dei Campioni d’Italia, ha mostrato più volte di essere più rodato e compatto. Un’arma da giocare in vista della prossima stagione. Il Napoli può contare su una rosa più ampia e soprattutto su calciatori che, acquistati lo scorso anno, ad oggi sono prontissimi per potersi inserire in qualsiasi momento, come forze fresche, nel corso del campionato. I vari Diawara, Rog e Maksimovic, saranno i veri acquisti del nuovo anno.

Il nuovo Insigne.

Pensare che Lorenzo Insigne, la scorsa stagione, abbia cominciato a fare il fenomeno precisamente dal 19 novembre, giorno della sua prima rete stagionale con la maglia del Napoli, fuori casa contro l’Udinese, lascia qualche rammarico. Soprattutto perché, lo scugnizzo di Frattamaggiore, con i suoi 18 gol in Serie A, è stato prezioso nel girone di ritorno per la lotta al secondo posto degli azzurri, sfumata solo a causa di qualche pareggio di troppo.

Ma “Lorenzinho” è stato bravo anche tatticamente, diventando fulcro dell’attacco dei piccoletti in cui, inizialmente, senza Milik, si temeva potesse affievolirsi, prima di scoprire poi bomber Mertens. Insomma, una pedina importante nello scacchiere tattico di Sarri, che potrebbe essere ancora pericoloso contro la difesa bianconera.

Milik l’arma in più.

In tanti, al termine della straordinaria stagione di Dries Martens, avranno pensato a cosa ne sarà dell’utilizzo, superato l’infortunio, di Milik in vista del prossimo campionato. In realtà è più un problema di abbondanza per Sarri che potrà contare su un “rincalzo” di tutto rispetto per dare centimetri, fisico e nuove soluzioni ai suoi compagni in campo, cercando anche di sfruttare i cross dalle corsie laterali.

Il polacco già nella gara giocata contro il Sassuolo, quasi al termine dell’ultima annata in Serie A, realizzò un gol che ha fatto presagire ad un pronto ritorno da protagonista. Sarri potrebbe pensare di schierarlo in Europa facendo leva sulla sua esperienza in ambito internazionale, lasciando il freschissimo Mertens libero di sfogare la sua vena realizzativa in campionato.

Il modulo di gioco.

In tanti hanno definito Maurizio Sarri come un allenatore incapace di cambiare modulo. Poco coraggioso di azzardare una mossa decisiva a gara in corso e con poca fiducia nella lunga panchina a disposizione. Il 4-3-3, ad oggi, sembra essere un marchio di fabbrica che sarebbe un delitto cambiare.

Però, detto di Milik e dell’arrivo dei nuovi acquisti, come Ounas e forse anche Berenguer, Sarri potrebbe pensare di studiare qualche variante di modulo. La difesa a 4 sembra essere intoccabile, salvo un possibile 3-5-2 con Insigne e Callejon come esterni di fascia che lascerebbero a Mertens e Milik il compito di fare gol.  In questo caso, i sacrificati, sarebbero i due terzini, con l’innesto e quindi il rilancio di Maksimovic nel pacchetto arretrato al fianco di Albiol e Koulibaly.

Il nuovo comportamento della società.

Lo sfogo in diretta tv al termine della gara d’andata giocata in Champions League contro il Real Madrid da parte del presidente De Laurentiis, ha messo in evidenza un altro aspetto su cui il Napoli dovrà assolutamente intervenire: l’immagine della società. Un qualcosa che però, dopo quell’episodio, sembra essere cambiato nelle uscite pubbliche dello stesso numero uno azzurro e anche da Sarri che forse si era focalizzato troppo a pensare alle vicende dei bilanci.

Un Napoli maturo che ha quindi ha cominciato a puntare anche a questo tipo di crescita comportamentale coerente con il progetto da vertice, neanche troppo nascosto, del club. Le parole di calciatori come Albiol, che al termine del campionato affermò che in caso di permanenza dello stesso gruppo, si sarebbe potuto davvero sognare lo scudetto, fa presagire a quanto questo obiettivo sia oggi sempre più nella mente di Sarri e nelle gambe di tutti i calciatori partenopei.