E' stato uno degli allenatori più corteggiati in Italia e in Europa. A distanza di due anni dal suo sbarco ai piedi del Vesuvio, Maurizio Sarri può ora raccontare serenamente quei giorni che hanno preceduto la firma con il Napoli. In una recente intervista rilasciata al "Corriere della Sera", il cinquantanovenne tecnico campano ha infatti rivelato quanto sia stato vicino ad accettare l'incarico con il Milan dell'allora presidente Silvio Berlusconi: "Sembrava tutto fatto – racconta Sarri – poi è arrivato Aurelio De Laurentiis. Ho iniziato con lui in un momento in cui mi volevano diverse squadre ed è stato lui a fare la scelta più rischiosa portandomi al Napoli". Un rapporto di lavoro che, in questi anni, ha anche avuto momenti di tensione: "Il presidente va accettato per quello che è. Ho capito il suo modo di essere e le sue reazioni, che sono momentanee. Basta lasciarlo sbollire e tutto cambia".

Il pragmatico Sarri.

La prossima stagione sarà indicativa per il Napoli. Reduce da un campionato importante, e atteso dal preliminare di Champions League, l'undici partenopeo scenderà in campo per tentare di avvicinare la Juventus: "Sappiamo di poter dare di più dello scorso anno – ha spiegato il mister – I complimenti mi fanno piacere, ma io preferisco vincere. Le critiche invece non mi hanno mai condizionato e ho sempre avuto la forza di rialzarmi ogni volta che ricevevo uno schiaffo. E' però presto per dire se riusciremo a lottare per lo scudetto e le gerarchie del campionato probabilmente cambieranno. Le milanesi si stanno attrezzando e sono curioso di vedere come lavorerà Spalletti farà all’Inter. A noi toccherà non farci trovare spiazzati. La Champions League? Se me lo avessero detto dieci anni fa avrei sorriso. E invece eccomi qui".