C'era una volta l'Italia che aveva smesso di produrre calciatori di livello e che fossero in grado di emozionare gli appassionati di futbol del Belpaese. Quando? Fino a pochi mesi fa era diffusa l'idea che in Italia non vi fossero più calciatori forti, in grado di poter essere dei validi portabandiera della tradizione calcistica tricolore, invece ora siamo tutti concentrati sulla crescita di alcuni calciatori che si stanno prendendo le luci della ribalta in Serie A e sono già parte della Nazionale di Giampiero Ventura. Dopo Andrea Belotti e Ciro Immobile, nella terza puntata di ‘Generazione Zero' riflettori sul talento di Lorenzo Insigne.

"Sa usare solo il destro". "Fa sempre la stessa finta". "Corre solo in avanti". "Non diventerà mai funzionale ad un progetto tattico per la sua poca dedizione al lavoro difensivo". Queste erano le accuse che molti addetti ai lavori lanciavano a Lorenzo Insigne nelle stagioni scorse ma il talentuoso azzurro, classe 1991, sta smentendo tutti piano piano e si sta prendendo le sue belle rivincite. Quinto giocatore più utilizzato della rosa del Napoli, dietro a Reina, Hamsik, Callejon e Hysaj; Insigne scende in campo da titolare da 19 gare consecutive di campionato, 28 se consideriamo anche Champions League e Coppa Italia. Se a tutti questi numeri sommiamo le 13 reti e i 10 assist in 39 presenze stagionali allora è evidente che stiamo parlando di un calciatore che riesce a rompere gli equilibri e decidere le partite.

Il numero 24 veniva accusato di scomparire nelle partite importanti ma Lorenzo, grazie al lavoro di Rafa Benitez e, soprattutto, di Maurizio Sarri, è cresciuto sensibilmente ed oggi è insostituibile. Piede raffinato e corsa a tutto campo per il ragazzo di Frattamaggiore che, alla soglia dei ventisei anni, sembra essere  vicino alla maturità calcistica tanto attesa: di calciatori con l'estro di Lorenzo in Italia non ce ne sono tanti, per ora, e per questo motivo abbiamo il dovere di salvaguardare questo patrimonio e lasciarlo sbocciare definitivamente.

1500 euro per averlo in azzurro.

La carriera di Insigne parte quando Giuseppe Santoro, talent scout del Napoli, con un assegno di millecinquecento euro, all'alba della stagione 2005-2006, nota a un raduno di fine 2005 a Grumo Nevano questo ragazzino basso ma fortissimo tecnicamente e, sfruttando il rapporto con Orazio Vitale, presidente dell'allora scuola calcio Olimpia Sant'Arpino, riesce a strapparlo al Torino, casa madre del vivaio.

La scalata nel Napoli è rapidissima dal 2006 al 2009: Giovanissimi, Allievi e Primavera (con titolo di capocannoniere nazionale) e nel 2008 firma il primo contratto da professionista con il club azzurro e il 24 gennaio 2010, Walter Mazzarri lo fa esordire a Livorno, in Serie A. Qualche settimana dopo va in prestito alla Cavese, ma è dall'anno successivo che esplode: prima Foggia e poi Pescara sono state le due tappe fondamentali per la sua carriera.

Effetto Zeman.

Il primo uomo che ha portato Insigne a intraprendere il percorso di crescita è stato sicuramente Zdnenk Zeman nelle doppia parentesi tra Foggia e Pescara. Tra i due c'era un rapporto schietto, sincero e il boemo ha sempre spronato il giovanotto partenopeo a fare meglio, perchè ha sempre visto in lui grandi potenzialità, tanto che Insigne borbottava a bassa voce: "Ma ce l'ha sempre con me?". Le attenzioni dell'attuale tecnico del Pescara dovevano fargli capire da subito che stava cercando di responsabilizzarlo e dargli consigli per migliorare i fondamentali. Tutto il lavoro fatto in quei due anni ha permesso di rapportarsi con il calcio professionistico in maniera sfacciata, senza paura e, soprattutto, divertendosi.

Foggia.

L'esperienza in Capitanata lancia, definitivamente, Insigne nel calcio professionistico: Lorenzo colleziona 33 presenze e 19 reti in campionato, oltre a 7 reti in 7 gare di Coppa Italia Lega Pro. Fa parte del tridente con Sau e Varga (o Farias). Il giovanotto di Frattamaggiore mette in mostra subito le grandi doti balistiche, l'abilità nell'uno contro uno e nell'assistenza ai compagni meglio piazzati sotto porta.

Pescara.

Nell'annata con la maglia del club abruzzese Insigne si prende lo spazio di cui un talento come il suo ha bisogno: la promozione in Serie A del Pescara, i 20 gol in 38 presenze stagionali non possono che consacrarlo al grande pubblico e a Napoli subito chiedono a De Laurentiis di riportarlo a casa. Insieme a Immobile e Sansovini, Insigne ha formato un tridente che ha portato 62 reti in dote alla squadra di Zeman e i paragoni subito si sprecano ma lui continua a giocare come sa fino alla festa promozione allo Stadio Luigi Ferraris di Genova (1-3 alla Sampdoria), deliziando ad ogni gara la platea dell'Adriatico e il pubblico della B.

Il rapporto con Napoli.

Il ritorno a casa è una sorta di cerchio che si chiude per Insigne che ha sempre sognato di vestire la maglia del Napoli. Gli si chiede tutto e subito anche perché il ragazzo alla terza presenza in A va in goal (Napoli-Parma 3-1) e sembra poter riprendere il discorso che aveva cominciato a Pescara fatto di goal, assist e giocate sopraffine. Lo stesso impatto forte lo avrà con la Champions League, quando nella gara d'esordio contro i tedeschi del Borussia Dortmund infila la palla sotto l'incrocio con un magnifico calcio di punizione.

Odi et amo.

Le responsabilità per Insigne aumentano con il passare dei giorni, dei mesi, degli anni: non c'è tempo per rifiatare e non esistono periodi "no", bisogna sempre dare il massimo, non esistono scuse. Il rapporto con una parte della tifoseria inizia a non essere semplice e genuino come ci si aspettava: prima i fischi in Napoli-Lazio (quarti di Coppa Italia 2013/2014), poi i cori durante la presentazione di Dimaro e, infine, la maglia buttata dopo la sostituzione nel playoff di Champions League contro l'Athletic Bilbao in casa. Lorenzo Insigne divide la tifoseria da sempre perché c’è chi lo difende a prescindere e chi lo fischia accusandolo di non onorare la maglia. In molti, tra cui il sottoscritto, pensava che l'esperienza di Insigne al Napoli sarebbe durata ancora poco dopo l'ultimo episodio ma il ragazzo di Frattamaggiore non si è mai fermato e ha tirato dritto per la sua strada. I risultati sono quelli visti negli ultimi due anni: Lorenzo va in doppia cifra, sorride e gioca a calcio come non mai.

Il regista laterale.

Potremmo definirlo il "regista laterale" del Napoli di Maurizio Sarri perché con il suo destro e la brillante visione di gioco riesce a mandare in porta i compagni con una facilità disarmante. Sembra avergli cucito addosso il ruolo il tecnico napoletano che sta esaltando tutte le qualità del talento col numero 24: goal da fermo e su azione, assist e ripiegamenti, dribbling e lanci millimetrici. Tutto col sorriso sulle labbra e l'applausometro che fa segnare picchi altissimi quando viene sostituito. Si è preso il San Paolo, e non solo, Lorenzino che ora è sempre più un punto di riferimento anche per la Nazionale di Giampiero Ventura. Il suo modo leggero di giocare potrebbe essere paragonato ad un assolo di sax del maestro James Senese: nulla di urlato e gridato ma tutto eseguito con tecnica e passione che trascina e fa ‘viaggiare' le menti degli spettatori.

Sicuramente il video non mette in risalto solo Lorenzo Insigne ma serve per capire quanto si trovi a suo agio nel meccanismo quasi perfetto che è ora il Calcio Napoli: Lorenzo va in profondità e rincula, taglia verso il centro con e senza palla. Mai un movimento banale o a vuoto. Riesce a dosare anche meglio le sue energie e a capire i tempi con cui servire i compagni verso la porta.

Stagione in crescendo.

L'inizio di questa stagione lo ha visto al centro di alcune critiche per la scarsa vena realizzativa, dato che i primi goal sono arrivati alla giornata 13 contro l'Udinese, ma da quel momento in poi è stato un crescendo: 13 reti e 3 assist in 28 gare giocate consecutivamente senza mai tirare il fiato. Un treno che va veloce e non ha nessuna intenzione di fermarsi proprio ora. Lorenzo Insigne è uno dei calciatori che meglio esprime il made in Italy in questo momento e, inevitabilmente, lo sarà anche per i prossimi anni. Il suo percorso di maturazione sta per raggiungere il punto più alto e lì ci troveremo davanti ad un calciatore davvero importante: intanto Insigne si prende la rivincita su quanti lo etichettavano come uno che "sa usare solo il destro" o "fa sempre la stessa finta". Corri Lorenzo, corri…il futuro ti aspetta.