In campo dall'inizio nel match d'esordio di Verona, ma tristemente seduto in panchina con Atalanta e Bologna, Arek Milik sogna di poter vivere una notte da protagonista nella prima partita di Champions League in Ucraina. Seduto di fianco a Maurizio Sarri, nella consueta conferenza stampa della vigilia, l'attaccante polacco ha parlato alla stampa a poche ore dal match con lo Shakhtar Donetsk: "Non so ancora se giocherò e se avrò questa chance, ma non devo parlare di me stesso ma della squadra – ha spiegato il giocatore – Io sono pronto a giocare, sono al 100% e ho giocato anche con la nazionale polacca una gara importante. Se scenderò in campo dipende solo dal tecnico. Più forte dopo l'infortunio? Sono cresciuto come giocatore e come uomo e non potendomi allenare, ho dedicato tempo ad altro lavoro, anche mentale".

Un girone difficile.

Preceduto dalle parole del responsabile della comunicazione del Napoli, che ha chiarito che la sua presenza non significa per forza di cose che sarà titolare in quanto era già stata decisa dieci giorni fa, l'ex cannoniere dell'Ajax ha poi parlato del primo avversario di questo girone di Champions League: "Il nostro gruppo è molto duro e non c'è bisogno di presentare lo Shakhtar. Sono una squadra forte con giocatori completi, ma noi dobbiamo prepararci al massimo non solo per questa partita ma per tutte quelle del girone. Con la formazione ucraina dobbiamo fare il nostro gioco col possesso palla e creare opportunità importanti. Faremo di tutto per vincere".

Il ricordo di Kiev.

Nella prima partita dell'edizione dello scorso anno, tra l'altro giocata anche quella in Ucraina, Milik partì fortissimo. Sceso in campo con la maglia da titolare, l'attaccante partenopeo segnò una doppietta: "Quei due gol me li ricordo bene – ha concluso il polacco – mi aiutarono moltissimo". Ora toccherà a Maurizio Sarri scegliere e sarà una decisione non facile da prendere per il tecnico. Tra Mertens, Insigne, Callejon e il polacco, uno è di troppo e dovrà partire dalla panchina.