Il capo Procura della Figc, Giuseppe Pecoraro, ha deciso di aprire un’indagine sui presunti rapporti tra il Napoli e i suoi ultrà. Il fascicolo parte dall’oggetto dell’audizione in commissione antimafia del sostituto procuratore della Dda partenopea Enrica Parascandolo. A riferire il tutto ci ha pensato l’Ansa, con Pecoraro che ha chiesto gli atti alla Procura di Napoli. Pecoraro aveva già deferito il presidente della Juventus Andrea Agnelli, per la vicenda legata all’ormai famoso caso biglietti e ai presunti rapporti tra la dirigenza bianconera con ultrà ed esponenti della malavita organizzata.

Già nel corso dell’audizione in commissione Antimafia della sostituto procuratore della Dda di Napoli, Enrica Parascandolo, aveva sottolineato che “nulla coinvolge la Società Calcio Napoli”. La vicenda infatti è quella relativa alla presenza a bordo campo in occasione di alcune gare interne del Napoli nel 2010, e in particolare di un match contro il Parma dell’ex boss Antonio Lo Russo. Lo stesso sempre secondo quanto raccontato dalla pm, alla luce della sua amicizia con Lavezzi, ex giocatore azzurro, si sarebbe reso protagonista di un favore proprio nei confronti del Pocho: “Ci ha raccontato che Lavezzi aveva interesse che i tifosi delle due curve, la curva A e la curva B, esponessero uno striscione in suo favore del tipo ‘Lavezzi non si tocca’”.

Ma la vicenda non ha a che fare con la società azzurra. E infatti a proposito dei rapporti tra i club di calcio e le associazioni mafiose, tema diventato caldo dopo il caso biglietti che ha visto tirati in ballo i dirigenti della Juventus, la sostituto procuratore ha chiosato: “Sicuramente esiste una forma di controllo come in tutte le attività da parte della camorra, ma questo non vuol dire che ci siano infiltrazioni nella biglietteria, nei rapporti con la società calcio Napoli o la gestione dei biglietti".