Missione compiuta, il Napoli è primo in Champions League e l'approdo agli ottavi è arrivato dalla porta principale. Il successo di Lisbona ha rilanciato il progetto azzurro che dall'ultima pausa per le nazionali è sembrato rinverdito da una nuova convinzione che permette ai giocatori di Sarri di approcciare al meglio le gare. Il peggio, dunque, sembra essere passato, trascinato dai suoi uomini migliori, tra cui capitan Hamsik ritornato ai livelli di un paio di stagioni fa, quando tra gol, assist e giocate in mediana faceva spesso al differenza.

L'ultimo dei tenori.

E' l'ultimo dei tenori, orfano di Lavezzi e di Cavani, ma Marek Hamsik oggi è ritornato ad essere un giocatore decisivo, determinante per le sorti in campo del Napoli. Lo si è visto contro l'Inter nella vittoria per 3-0 al San Paolo, lo si è rivisto a Lisbona in una gara in cui i partenopei hanno prima amministrato per poi affondare nel cuore del Benfica e strappare un meritatissimo primo posto nel girone della prima fase.

La corte del Milan e della Juve.

Capitan Hamsik è sopravvissuto a tutti: a Mazzarri, Benitez, Lavezzi, Cavani, Higuain. Chi doveva fare grane il Napoli e poi ha preferito per mille ragioni rivolgere lo sguardo altrove. Soprattutto il Matador e il Pipita hanno lasciato negli anni il vuoto maggiore, soprattutto nel cuore dei tifosi che li hanno amati incondizionatamente. Non lui, il capitano che non ha mai lasciato la barca azzurra anche quando avrebbe facilmente potuto: "Anch’io avrei potuto andarmene in passato. Per la precisione cinque anni fa mi voleva il Milan. L’anno scorso, mi ha cercato anche la Juventus. Alla fine non è successo niente perché ho sentito la fiducia di allenatore e del presidente che volevano che restassi per continuare il progetto".

Al centro del progetto.

Il feeling con la società è perfetto. Nessuno strappo, tanta considerazione e la serenità di essere sempre al centro del progetto tecnico di Sarri, un tecnico che ha rigenerato Hamsik rimotivandolo per l'ennesima stagione da protagonista: "Con la società va tutto bene: lo prova il fatto che non c’è nessuna clausola liberatoria perché né io né il presidente ne abbiamo bisogno. Qui a Napoli la gente mi vuole troppo bene, non potrei andarmene"