Il Napoli cambia e lo fa pescando un pezzo da 90 del calciomercato interno. Leonardo Pavoletti da Livorno, lanciato nel calcio dei big dal Genoa, sembra ormai pronto al definitivo salto di qualità in un'altra città di mare e con una maglia gloriosa come quella partenopea. L'attaccante, classe '88, reduce da 23 gol in 44 presenze in rossoblù, potrebbe rivelarsi l'uomo giusto al posto giusto per una squadra attesa, in questa seconda metà di stagione, non solo dalla rincorsa alla capolista Juventus, ma anche dall'affascinante sfida di Champions League contro il Real Madrid. Ma come potrebbe cambiare il Napoli con il suo innesto? Scopriamolo insieme.

A inizio stagione Sarri aveva trovato la quadratura del cerchio attorno a Milik, con il modulo 4-3-3 nel quale l'imprescindibile Callejon e il diligente (da un punto di vista tattico) Insigne completavano il reparto d'attacco ai lati del polacco. L'infortunio di quest'ultimo, però, ha costretto il tecnico a variazioni sul tema: prima con il semplice innesto di Gabbiadini (ora destinato alla cessione) al suo posto poi, vista la poca efficacia del sistema, con una mini-rivoluzione tattica; dentro Mertens da falso nueve, attacco senza riferimenti offensivi e due incursori doc – Hamsik e Zielinski – anche a centrocampo.

Ritorno all'antico.

L'arrivo di Pavoletti, però, cambia le carte in tavola e segnala la volontà da parte dello staff tecnico di tornare a un attacco di maggior peso. La soluzione meno "rivoluzionaria" prevedrebbe così l'innesto del nuovo numero 32 da perno centrale con Callejon da una parte e uno tra Mertens e Insigne dall'altra. Sarri allo spagnolo non rinuncia, ma anche privarsi del belga, che ha chiuso il 2016 in condizioni di forma splendide, potrebbe rivelarsi parecchio doloroso. Insigne dunque a rischio, ma non a cuor leggero.

Pavoletti a gara in corso.

Un'altra soluzione conservativa, invece, prevedrebbe un impiego di Pavoletti solo a gara in corso con l'intento di spaccare le partite approfittando della maggior stanchezza delle difese avversarie. In questo caso, Sarri potrebbe decidere di insistere sulla formula con i tre "piccoletti", in modo da consentire al Pavo di metabolizzare al meglio i nuovi dettami tattici e a Milik di rientrare con più calma dal grave infortunio. Sarebbero dunque le due punte "pesanti" a rischiare la panchina in questo secondo caso.

Rivoluzioni offensive.

Più laboriose le altre soluzioni tattiche a disposizione. Una di queste – molto gradita a Sarri e provata all'inizio della scorsa stagione – potrebbe prevedere il passaggio al 4-3-1-2 per non rinunciare a Mertens, dopo quanto fatto di buono in posizione centrale, con l'unica variazione di giostrare qualche metro più indietro. Davanti troverebbero posto Pavoletti con uno tra Callejon e Insigne. Piccola variazione su questo tema, l'ipotesi con Pavoletti e Milik tandem d'attacco, soluzione non così campata in area, visto che il polacco in nazionale gioca al fianco di Lewandowski. Ultima ipotesi, quella di un Napoli iper-offensivo schierato con il 4-2-3-1 con Diawara e Allan a far da schermo alla difesa, Hamsik avanzato sulla trequarti insieme a Mertens e Callejon e uno tra Milik e Pavoletti di punta.