Nella giornata di ieri a Marassi la Juventus ha fatto sua l’ennesima partita portandosi a +8 sulla Roma ed a +10 sul Napoli. Un successo importante su un campo difficile e contro una formazione che non riportava sconfitte da ben 7 gare. Un 1-0 classico, un risultato proprio di quelle compagini destinate a dominare, guidare il torneo ed alla fine vincerlo. Un percorso netto per gli uomini di Allegri che, polemiche del post-partita sulla gestione dell’incontro con i doriani a parte, sembrano non fermarsi mai con tanti primati raccolti (primo posto in classifica, miglior difesa o miglior rendimento casalingo) ed una sconfitta che manca ormai dal 15 gennaio 2017 a Firenze. Eppure, malgrado tutte queste note positive ed un margine di sicurezza sulle dirette inseguitrici, distacco vitale in ottica duplice sfida al Barça in Champions, la Juve sarebbe seconda in una ideale classifica che valuta solo le gare esterne con, il Napoli di Sarri, in prima posizione.

Rendimento delle top 3: Napoli capolista.

Se la Juventus non stecca mai allo Stadium con un ruolino di marcia che recita 15 vittorie su 15, 38 gol fatti e solo 8 subiti, in trasferta i bianconeri hanno avuto più di una difficoltà con 4 sconfitte (contro Inter, Milan, Genoa e Fiorentina) e 28 punti sin qui raccolti. 28 punti che garantirebbero un +2 sulla Roma, ma che, invece, non sarebbero sufficienti a mantenere il primato in classifica. Davanti ai bianconeri, infatti, troveremmo il Napoli formato trasferta a 30 punti frutto di 9 vittorie (peraltro 5 consecutive nelle ultime 5), 3 pareggi, 2 sconfitte (contro Atalanta e Juventus), 35 reti fatte e 16 al passivo.

17440341_1588100127881913_274158503_nin foto: Classifica ospiti Serie A (transfermarkt)

Un autentico record per i campani che, con altri 5 appuntamenti fuori dal San Paolo, potrebbero raggiungere e poi superare il primato di vittorie esterne con girone unico a 20 squadre (10) fatto registrare nella stagione 2013/14 nella recente era Benitez. La Roma, infine, sarebbe terza a +1 sulla Lazio con ben 5 gare perse fuori dall’Olimpico e con già, rispetto alla scorsa annata, 2 sconfitte in più ma, allo stesso tempo, con un grandissimo rendimento in casa fatto di 39 punti conquistati sui 42 disponibili.

Atalanta

Sfida Europa League: Milan in corsa, Atalanta meglio dell’Inter.

Per la lotta alle posizioni che conducono all’Europa League, invece, il ruolino in casa ed in trasferta non varia di molto con le stesse tre squadre nella classifica generale indiscusse protagoniste. Le uniche differenze però, le troveremmo nella maggiore possibilità, tenendo presente il ranking esterno, da parte delle inseguitrici alla zona Champions di raggiungere con più facilità il terzo posto distante solo 1 punto (Lazio 25, Roma 26), il diverso posizionamento di Inter e Atalanta e la possibilità per il Milan di agguantare il sesto posto. In questa graduatoria, infatti, gli uomini di Gasperini supererebbero addirittura quelli di Pioli con un sorprendente (ormai gli orobici non fanno quasi più notizia) +1 (24 punti) derivante da 7 successi (exploit di Napoli compreso), 3 pareggi e 5 sconfitte con, il Milan di Montella, a -2 dall’obiettivo minimo, in attesa del closing, chiamato qualificazione europea.

Palermo

Zona retrocessione: Palermo salvo, Empoli in B.

Per la salvezza, invece, la lotta per evitare la retrocessione sarebbe affascinante ed intensa fino all’ultima gara della 38esima giornata con anche il Crotone con fondate speranze di evitare la Cadetteria. Analizzando le sole sfide in trasferta, infatti, emergerebbe un quadro piuttosto allarmante per due compagini che, ad oggi, sono tranquille o ad un passo dal raggiungimento dell’obiettivo della permanenza in Serie A. L’Empoli di Martusciello ed il Cagliari di Rastelli si troverebbero invischiati in questa accesa bagarre con i toscani addirittura terzultimi con 7 punti, i sardi ad 8 e il Palermo di Lopez salvo a 10 con 2 vittorie, 4 pareggi e 9 sconfitte. Un ranking avvincente con anche il Crotone ed il Pescara (rispettivamente a 2 e 5 punti) ancora con legittime ambizioni di salvezza in un torneo, quello esterno, molto più imprevedibile di quello globale.