Bello di notte. Ancora. Il Napoli domina un Espanyol inconsistente nell'ultima amichevole prima di giocarsi una bella fetta di stagione contro il Nizza. La magia di Mertens su punizione e lo stacco di Albiol su corner costruiscono un successo scandito però dalle avvolgenti trame offensive e dalle tante occasioni create dal trio d'attacco, dai tre tenori Mertens-Insigne-Callejon. Bene Hamsik e Jorginho, bene la difesa a parte un paio di sbavature minori e senza esito. Certo, il Nizza non sarà così arrendevole e servirà la massima concentrazione. Ma dopo questo ciclo di amichevoli, non si può non essere ottimisti.

Napoli già suadente in attacco.

Dopo il gol annullato a Mertens, per un giusto fuorigioco, il Napoli continua a insistere e sempre dalla sinistra: passaggio di Insigne per Hamsik che era libero in area di rigore, ma la conclusione di prima del capitano azzurro è troppo debole.

Gli spagnoli abbassano il ritmo, aspettano, aumentano la densità nella propria metà campo mentre il Napoli fa girar palla senza troppo ritmo. Il caldo, che porta al Cooling Break non aiuta a far crescere le occasioni o a sviluppare la manovra con gli scambi di prima e i ribaltamenti rapidi che caratterizzano le transizioni del Napoli di Sarri.

Allan crea, il tris d'assi diverte.

L'Espanyol sfrutta un primo contropiede al quarto d'ora, ma sul conseguente corner Albiol chiude bene sul cross di Baptistao. E' proprio l'ex Villarreal che crea l'unico pericolo per gli azzurri nel primo tempo, il colpo di testa largo su calcio d'angolo. Davanti, il Napoli dimostra di stare già bene. Per quanto il tiro a giro di Insigne al 19′ sia impreciso e il fantastico movimento di Mertens su Hermoso sulla decisa verticalizzazione di Allan produca solo una conclusione debole, si vedono i vantaggi della continuità. Senza schemi nuovi da dover imparare, con la naturalezza di chi può applicare senza pensare quel che già sa far bene, appena gli azzurri spingono le occasioni arrivano. L'Espanyol fatica a coprire il campo in orizzontale quando le mezzeali portano palla nel corridoio centrale, non occupano i semispazi e permettono a Callejon alla mezz'ora di ricevere e sviluppare il suo solito movimento che brucia il marcatore diretto e traccia il filtrante per Mertens. Il belga, che già conosce l'esito della storia e segue l'azione vedendo lo spazio dove la luce ancora non c'è, mette però sull'esterno della rete.

La sblocca Mertens con una magia.

Il 4-4-2 classico degli spagnoli non maschera i difetti del modulo base del calcio moderno quando si trova ad affrontare una squadra schierata con il 4-3-3, e che si concentrano soprattutto nella zona centrale. I due mediani, Fuego e Roca, finiscono naturalmente presi in mezzo, nell'indecisione se andare a stringere Jorginho, per non concedere spazio al primo costruttore del gioco, o chiudere le linee di passaggio e contrastare Allan e Hamsik rischiando costantemente l'inferiorità numerica. L'aiuto dagli esterni, Piatti stringe molto verso il centro, aumenta la concentrazione nei semi-spazi ma non l'efficacia delle coperture preventive fra le linee.

Il gol è nell'aria. Gli applausi di incoraggiamento quando Insigne lancia in curva una punizione a due in area segnano un cambio di rotta, emotivo, sonoro e tecnico. La chance mancata anticipa l'occasione buona, sempre su punizione. La magia di Mertens illumina il San Paolo e chiude di fatto il primo tempo.

I verdetti del primo tempo.

I primi 45′, al netto degli esperimenti e dei cambi nella ripresa, può ispirare fiducia in vista del preliminare col Nizza. Davanti, il Napoli sta bene, le trame offensive sono tornate oliate come non potevano essere all'inizio del ciclo di amichevoli estive. Meno, certo, si può dire della fase difensiva, ma non certo per demeriti degli azzurri, quanto per l'eccessiva prudenza, al limite del rinunciatario, degli spagnoli che hanno passato buona parte del tempo ad aspettare dietro la linea della palla. Un atteggiamento che certo Sarri non troverà nel Nizza. E un'attenzione maggiore alle marcature sui calci d'angolo servirà eccome.

Raddoppia Albiol prima dei cambi.

Il secondo tempo non cambia la storia. A parte la distrazione di Allan, che sbaglia un retropassaggio e favorisce Baptistao che sfiora il palo da posizione defilata, il Napoli continua a pressare alto. Hamsik scuote la squadra, che raddoppia prima della serie di cambi di Sarri. Sul corner di Callejon, Albiol è troppo solo in area e firma il 2-0.

Sarri inserisce, tutti insieme, Chiriches, Hysaj, Zielinski e Milik per Koulibaly, Maggio, Hamsik e Mertens. Tatticamente non cambia nulla. Quique Sanchez Flores toglie Baptistao per Vazquez, poi richiama Garcia per Gerard e Jurado per Perez. Tuttavia è sempre il Napoli che attacca, con Hysaj che vola sulla destra, con più spazio e corsa del disciplinato Maggio, e centra per Insigne fermato sulla linea da Hermoso.

Hysaj dà tutta l'impressione di volersi candidare a un posto di titolare e traccia un secondo cross perfetto per Milik, che però sbaglia a impattare. Sarri regala gli ultimi venti minuti anche a Sepe, Rog e Maksimovic, dentro per Reina, Albiol e Allan.

C'è spazio per tutti, anche per Ounas che spegne, obnubila Fuego e inventa la magia più bella della serata, rovinata solo dal palo. Il franco-algerino fa già innamorare. Napoli sogna.