L’ultima volta che il Dnipro passò da queste parti, tornò a casa sommerso dalle quattro reti di Edinson Cavani. Da quel novembre 2012 di cose ne sono cambiate tante all’ombra del Vesuvio. Il “Matador” gioca in Francia e Walter Mazzarri si ritrova a fare il tifo per la sua ex squadra, dal comodo divano di casa sua. Tutto diverso, compreso il risultato finale perché, ak contrario di quello che capitò a quel Napoli, la squadra di Benitez ha raccolto solo un magro pareggio dopo una gara quasi sempre giocata all’attacco. Un’autentica beffa per l’undici partenopeo che, ora, sarà costretto ad andare in Ucraina a vincere o segnare almeno un paio di reti: cosa tutt’altro che facile, viste le doti del portiere Boyko, protagonista indiscusso della prima semifinale di Europa League. Come tutti i tifosi di Fuorigrotta, Rafa Benitez si starà mangiando le mani. L’ultima parola non è ancora detta ed il tecnico spagnolo è ancora in corsa per conquistare la sua terza coppa (con tre squadre diverse). Tra una settimana, però, servirà un Napoli più fortunato e, soprattutto, più cattivo e cinico sottoporta.

In campo con Hamsik, Callejon e la sorpresa Insigne, dietro al "Pipita" Higuain, il Napoli ha schiacciato subito un avversario inizialmente intimidito dalla spinta del San Paolo. La prima conclusione è arrivata dopo nove minuti di gioco con Insigne: coraggioso a cercare il gol dalla distanza, con un tiro terminato sul palo esterno alla destra di Boyko. Come contro il Milan, nell'ultima giornata di campionato, la squadra di Rafa Benitez ha preso il controllo delle operazioni lavorando ai fianchi gli ucraini, comunque pericolosi al 23esimo con una botta di Kankava deviata in corner da Andujar.

Il lungo possesso palla dei partenopei, risultava però sterile di fronte alla difesa del Dnipro: perfettamente schierata a protezione del proprio portiere. L'undici di Markevych, dopo l'inizio passato in trincea, guadagnava metri e fiducia nella seconda parte del primo tempo, alzando il baricentro e portando anche un paio di pericoli dentro l'area di Andujar, prima del rientro negli spogliatoi per i canonici 15 minuti di intervallo. Una prima frazione di gioco con pochissime emozioni, che il Napoli ha interpretato al meglio soltanto nei primi 20 minuti sbattendo, però, di frequente sul muro alzato dalla squadra avversaria.

Dopo un primo tempo passato a fare il solletico alla retroguardia ucraina, il Napoli trovava il vantaggio ad inizio ripresa. Al quinto minuto, sugli sviluppi di un corner, David Lopez staccava indisturbato nell'area avversaria e batteva Boyko con un colpo di testa potente. Una rete che accendeva il turbo alla squadra napoletana, vicina al raddoppio con Higuain al decimo: destro dell'argentino, deviazione del portiere in angolo. Il duello tra l'attaccante e il portiere ucraino si ripeteva poco più tardi con gli stessi risultati: portiere a ribattere la conclusione ed il "Pipita" a urlare al cielo la sua delusione.

Il gol incassato faceva saltare gli schemi del Dnipro, e dava la possibilità al Napoli di affondare con più facilità. Dopo l'occasione sprecata al 20esimo da Callejon, che concludeva debolmente sul fondo, ci provavano anche Insigne e ancora Higuain trovando sempre Boyko sulla loro strada. Un duello infinito, quello tra gli attaccanti di Benitez e il portiere del Dnipro: miracoloso a tredici minuti dalla fine sull'ennesima conclusione del numero nove azzurro. La beffa si consumava al 35esimo quando, sull'unica azione del Dnipro, Seleznyov batteva Andujar da posizione fortemente sospetta. L'ultimo squillo di un Napoli ferito e beffato, arrivava da un destro centrale di Gargano parato (come al solito) da Boyko. L'assalto finale, costruito più con la rabbia che con la lucidità necessaria, non produceva il gol vittoria e rimandava il discorso alla gara in Ucraina.