Nel centro sportivo di Vinovo è scattato l'allarme. A pochi giorni dall'inizio del campionato, la Juventus è ancora lontana dalla miglior condizione e ha qualche problema di troppo. A certificare il momento negativo dei campioni d'Italia, tra l'altro già evidenziato in alcune amichevoli estive, è stata la Lazio di Simone Inzaghi: vittoriosa, con merito, della Supercoppa Italiana. A parte un avvio timido, la squadra romana ha dimostrato di star meglio dal punto fisico. I due gol di Ciro Immobile, già in forma Nazionale, e il terzo sigillo di Murgia, hanno così castigato la vecchia signora e dato il via al processo contro i ragazzi di Massimiliano Allegri.

A nulla è servita la doppietta di Dybala. Nemmeno la grinta e l'orgoglio finale. Le cessioni di questa estate si sono sentite eccome. Benatia centrale non ha convinto. Senza Bonucci, Pjanic è stato costretto ad abbassarsi più volte per far partire l'azione. Sulle fasce gli esterni hanno spinto troppo e coperto poco sulle ripartenze veloci degli avversari. Male Mandzukic, peggio Cuadrado: molto lontano da quello che faceva Dani Alves. In mezzo al campo, si è notata la mancanza di un centrocampista di qualità in grado di accendere le punte. La condizione fisica, infine, non è ancora ottimale e non può essere un dettaglio di poco conto a pochi giorni dall'avvio del campionato e della Champions League.

La Juventus si spegne subito.

Due mesi e mezzo dopo la sconfitta di Cardiff, Allegri riparte con il 4-2-3-1 e una formazione composta da 9 giocatori della squadra che ha affrontato il Real Madrid. Benatia e Cuadrado sostituiscono Bonucci e Dani Alves, i nuovi sono tutti in panchina. Inzaghi sceglie un 3-5-1-1 molto coperto, con Milinkovic-Savic a supporto di Immobile e Lucas Leiva in cabina di regia. L'avvio è bianconero. Strakosha si supera su Cuadrado e devia in corner un tiro "sporco" di Higuain. Timida nei primi minuti, la Lazio cambia marcia intorno al quarto d'ora.

Dopo due conclusioni alte di Luis Alberto e Milinkovic-Savic, è lo stesso giocatore serbo a lanciare Immobile che, solo davanti a Buffon, trova il rigore dopo il contatto con il capitano bianconero: un'azione nata da uno dei tanti errori che il centrocampo campione d'Italia ha commesso. La rete di Immobile dagli undici metri, lancia la Lazio verso l'ultimo quarto del primo tempo. Davanti una Juventus sgonfia e nervosa, i biancocelesti sfiorano il raddoppio con una doppia conclusione di Basta e Lucas Leiva: entrambi stoppati da un grande Buffon. Tutti negli spogliatoi con la Lazio in vantaggio e con Allegri visibilmente contrariato.

Dybala si accende, ma è tardi.

Al rientro in campo, stessi ventidue sul terreno di gioco e Juve subito all'assalto a caccia del pareggio. Un obiettivo reso più complicato dal raddoppio di Immobile: straordinario nel prendere il tempo alla difesa campione d'Italia e a freddare Buffon con una capocciata imprendibile. Allegri corre ai ripari: dentro De Sciglio e Douglas Costa, fuori Benatia e Cuadrado. Serve una scossa ai bianconeri. La cercano Pjanic al 65esimo su punizione (alta) e l'ex Bayern Monaco con un tiro bloccato da Strakosha qualche minuto più tardi.

Terzo e ultimo cambio di Allegri a 20 minuti dal termine: Bernardeschi per Mandzukic. Tra i migliori nella Lazio: Luis Alberto. Lo spagnolo non solo ha preso possesso del centrocampo laziale, ma ha anche impegnato Buffon a pochi minuti dal termine. Dopo una conclusione a lato di Bernadeschi, Dybala ha riaperto il match con una splendida punizione dai 30 metri. La perla dell'argentino ha rianimato l'orgoglio e la grinta dei bianconeri e acceso i fuochi d'artificio finali. Con la Lazio tutta in difesa, Alex Sandro si è conquistato il rigore del pareggio al 90esimo: battuto con precisione dallo stesso Dybala. Quando tutti pensavano già ai supplementari, Murgia ha però fatto esplodere di nuovo l'Olimpico al 94esimo e consegnato la Supercoppa alla Lazio.