Oscar ‘Sapito' Gomez. E' questo il nome del presunto responsabile della morte di Emanuel Balbo, il tifoso del Belgrano scaraventato giù dagli spalti durante la partita contro il Talleres. Omicidio aggravato: è il capo d'imputazione nei confronti dell'uomo che si è consegnato spontaneamente alle autorità e adesso rischia la pena massima per quanto accaduto in quel pomeriggio di follia collettiva (una condanna fino a 35 anni di carcere).

Cosa era successo allo stadio? Le immagini e la sequenza videoclip diffusa dai media sudamericani è terribile. Nel settore di curva, quello abitualmente occupato dai tifosi più caldi, c'è concitazione nei pressi della balaustra. Emanuel Balbo è in preda alla furia dei facinorosi: prima viene picchiato e stordito poi il suo corpo è spinto contro la ringhiera e lanciato nel vuoto. Il ragazzo prova ad aggrapparsi al muretto ma non ce la fa a resistere e precipita sui gradini sottostanti: un volo di dieci metri sotto gli occhi degli spettatori attoniti e spaventati. Il giovane tifoso giace esanime a terra, in ospedale arriverà in condizioni gravissime e nonostante l'intervento dei medici non riuscirà a riprendersi. Al personale sanitario non resta che prendere atto della morte cerebrale, poche ore il cuore smettere di battere e viene comunicato il decesso alla famiglia.

Ucciso dall'assassino del fratello. E' la versione che il padre di Balbo ha fornito agli inquirenti che, anche attraverso la sua testimonianza, hanno ricostruito la vicenda. Il ragazzo aveva riconosciuto tra la folla il presunto omicida, l'uomo (Gomez) che quattro anni prima aveva ammazzato suo fratello, Augustin. A quel punto sarebbe scoppiato il caos: etichettato come sostenitore del Talleres, Emanuel sarebbe stato circondato, aggredito, colpito e in balia della furia ultrà: inutile la fuga, non ci sono vie di scampo.