Luis Suarez torna a parlare del contestatissimo episodio avvenuto durante Italia-Uruguay, match della fase a gironi del Mondiale 2014 in Brasile. Sul campo, l'Italia perse uno a zero per un colpo di testa di Godin a nove minuti dalla fine, condannando gli Azzurri alla clamorosa eliminazione, la seconda consecutiva ai gironi dopo la figuraccia in Sudafrica nel 2010. Ma contro l'Uruguay a tenere banco nelle cronache fu ben altro: da Balotelli, nervosissimo, ammonito e lasciato negli spogliatoi nell'intervallo, a Marchisio, espulso al minuto 58. Ma l'episodio chiave resta ancora oggi il morso di Luis Suarez a Giorgio Chiellini, non visto dall'arbitro durante il match e solo successivamente sanzionato in maniera esemplare dalla Fifa: episodio che avvenne due minuti prima della rete decisiva di Godin.

La Federazione calcistica internazionale stangò l'attaccante, che in quell'estate era anche passato dal Liverpool al Barcellona per 75 milioni di sterline (circa 90 milioni di euro), che due giorni dopo fu punito con 4 mesi di sospensione totali (incluse le gare di club con i blaugrana) e con nove giornate di squalifica con la maglia della sua Nazionale. Ed oggi, a quasi tre anni dall'episodio, lo stesso Suarez è tornato a parlarne in un'intervista al programma radiofonico "El Transistor", in onda sulle frequenze spagnole. "Ho sofferto molto", ha spiegato, "ho sbagliato, lo ammetto, ma sono un essere umano. Ogni giocatore ha il proprio stile di gioco, il proprio carattere e questo mi ha fatto arrivare dove sono ora". E sulla punizione inflittagli dalla Fifa, ha aggiunto: "Possono punire, ma vietarmi di guardare un evento sportivo è stato quanto di più ingiusto possa esistere. Mi ha fatto stare veramente male il modo in cui mi hanno trattato".