Alvaro Morata è stato il grande colpo estivo del mercato del Chelsea. Il club di Abramovich per prelevarlo dal Real Madrid lo ha pagato quasi 90 milioni di euro. Le responsabilità dello spagnolo naturalmente ora sono moltissime e di questo l’ex del Real Madrid è conscio: “Sono stato preso per una cifra importante, ma gioco tranquillo e continuo per la mia strada. Questo è il prezzo che devo pagare per un trasferimento così importante. Ciò mi motiva, resto un’ora in più al giorno al centro sportivo ad allenarmi”. Morata però non si aspettava però tante critiche feroci dopo il rigore falliti in Community Shield.

Morata e le critiche dopo il rigore sbagliato con l’Arsenal.

La prima volta con il Chelsea di Morata sembrava un sogno: esordio ufficiale a Wembley, con in palio un trofeo. E invece il sogno si è tramutato in un incubo. Lo spagnolo dal dischetto sbaglia, come Courtois, e condanna alla sconfitta il Chelsea. Da quel giorno le critiche che ha ricevuto Alvaro sono state tantissime, e di questo il giocatore se n’è lamentato in un’intervista a ‘Marca’: “Ho giocato soltanto due amichevoli, 15 minuti ufficiali e ho sbagliato un rigore con l’Arsenal nel Community Shield. E già mi stanno ammazzando”.

Morata, il Chelsea e Conte.

L’ex attaccante della Juventus ha detto con sincerità che Conte gli sta chiedendo dei movimenti tattici molto diversi rispetto a quelli che gli chiedevano i suoi vecchi allenatori, e adesso sta cercando di adattarsi al gioco della sua nuova squadra. Morata è fiducioso perché sostiene che se è riuscito a entrare nei meccanismi della Serie A potrà facilmente anche capire quelli della Premier

La mia è stata un’estate lunga e difficile, nella quale ho dovuto prendere delle decisioni e girare per il mondo. Adesso devo adattarmi a un allenatore italiano molto tattico, ma sono abituato e ho molta voglia di vincere. Spero che si noti in campo. Se mi sono adattato all’Italia, che è molto più tattica, adesso devo capire cosa vuole Conte.

Per ora lui mi chiede il contrario quello che mi chiedevano i precedenti allenatori. Giocherò in posizioni diverse. Non dovrò adattarmi alla Premier, ma al mio nuovo allenatore. Sapevo che mi voleva, avevo parlato spesso con lui. Mi sentivo in debito con lui perché mi ha preso alla Juve e poi è andato via.