Il rifiuto della banca BPM di concedere al Milan le fidejussioni da presentare in Lega a garanzia del tesseramento di Bonucci e Biglia aveva agitato le acque in casa rossonera. E così, alle parole rassicuranti dell'ad Fassone ("c'è tempo fino all'11 agosto ma i tifosi stiano tranquilli, faremo giocare Bonucci e Biglia al più presto") hanno fatto seguito i fatti che hanno sgombrato il campo da ansie e illazioni: sia per il mediano argentino, sia per l'ex centrale della ‘vecchia signora' sono stati superate le questioni contabili.

Sciolti i nodi Biglia e Bonucci.

Nel primo caso, previo ‘consiglio' di Generali, il Milan è riuscito a trovare un'altra banca che ha deciso di accollarsi l'onere della contro-garanzia; sciolto anche il secondo nodo – come riportato dal quotidiano La Stampa -, con Bonucci che si appresta a vestire i gradi di capitano a partire dal prossimo impegno ufficiale (andata dei playoff di Europa League contro i macedoni dello Shkëndija). Peccato, però, che l'ex Lazio sia infortunato.

Cosa rischiava il Milan: caducità dei contratti e penalizzazione.

Il rischio di passare per insolventi, con la conseguente caducità dei contratti (il difensore sarebbe tornato alla Juve, il centrocampista alla Lazio) e penalizzazione in classifica, sembrava il classico fulmine a ciel sereno. Un duro colpo all'immagine stessa della neonata società che in questa sessione estiva delle trattative ha tessuto la trama di operazioni di mercato importanti, ricostruito la rosa, riallacciato il rapporto con la tifoseria, alimentato quell'entusiasmo scemato nella scorsa, deludente stagione.

Fidejussioni arrivate, contratti depositati.

Depositate entrambe le fidejussioni manca un altro tassello e serve piazzarlo entro il prossimo 7 agosto per chiudere definitivamente la vicenda: far sì che i due calciatori, fiore all'occhiello della campagna acquisti, siano inseriti nella lista Uefa da presentare alla Federazione in previsione del doppio confronto di Coppa.

Perché la banca aveva negato le garanzie al Milan.

Qual era la ragione della mancata concessione da parte della banca BPM delle fidejussioni? Il bilancio in rosso della società, che al passivo registra anzitutto i 300 milioni di euro versati dal Fondo Elliott alla cordata cinese quale garanzia per l'acquisto del club dalle mani di Silvio Berlusconi. Il Milan aveva due strade a disposizione: svincolare qualche asset dato in garanzia al Fondo oppure beneficiare del sostegno di un istituto di credito internazionale. Impossibile invece mettere sul tavolo i crediti derivanti dai diritti televisivi della stagione 2017/2018, già impegnati con gli americani.