Rigori dati, nervosismo, parapiglia a bordo campo e poi danni negli spogliatoi, dichiarazioni polemiche e veleni che si protraggono per tutta la settimana. Questo è stato (anche) il derby d'Italia andato in scena venerdì sera tra Juventus e Milan allo JStadium con i bianconeri vittoriosi tra l'ira dei rossoneri che hanno scaricato tutta la propria rabbia al fischio finale, sia in campo sia una volta entrati nel sottopassaggio. Danneggiando con atti vandalici lo spogliatoio dedicato alle squadre ospiti. Il tutto minuziosamente denunciato dalla Juventus – che non ha esposto accuse formali ai rossoneri – mentre il Milan si è trincerato dietro ad un rumorosissimo no comment. Un episodio inaccettabile, che non può essere tollerato in un calcio di professionisti che si trasformano come i più beceri ultrà da curva davanti a ciò che reputano essere un torto subito. Ma ciò che è successo allo JStadium non è una prima assoluta in Serie A: nella stagione 2009/2010 ci fu un altro episodio molto simile, che vide ancora una volta i bianconeri coinvolti. Ma questa volta non nelle vesti di vittime bensì in quelle di devastatori

Atti di teppismo a San Siro – Il tutto accadde nella stagione 2009/2010, quando a primeggiare in Italia non c'era la Juventus ma l'Inter del post Calciopoli. La stessa società che da lì a poco avrebbe alzato al cielo lo straordinario Triplete  conquistato vincendo Champions League, campionato e Coppa Italia, sotto la guida di Josè Mourinho. Alla fine di Inter-Juventus, a San Siro, furono i giocatori bianconeri a devastare gli spogliatoi ospiti, in un finale di gara polemico e rancoroso. Danni per diverse migliaia di euro, raccontano le cronache, con porte divelte, muri spaccati, tacchetti conficcati ovunque. Una scena raccapricciante che i responsabili dello stadio definirono "mai vista in 10 anni di attività".

Spogliatoi devastati e la scritta ‘ladri' – Oggi si ritorna a parlare di atti vandalici, con la Juventus ancora protagonista ma in questo caso nei panni della vittima. Colpevoli, sembrerebbe, i giocatori milanisti rientrati inviperiti negli spogliatoi, dove hanno lasciato anche delle scritte eloquenti sulle foto di alcuni scudetti bianconeri, dove adesso campeggia la scritta ‘ladri'. La Juventus ha reso pubblico, mentre la società rossonera non ha voluto commentare. L'ennesimo esempio di quando il calcio perde la propria identità e invece di veicolare sani principi di tolleranza e condivisione, si trasforma nel più esecrabile esempio negativo della società moderna.