Il Milan è la squadra regina di questa sessione estiva di calciomercato 2017. Non dovrebbero esserci dubbi su questo. In poche settimane sono arrivati Musacchio, Kessié, Rodriguez, André Silva, Calhanoglu, Conti, Bonucci e Biglia ed è stato rinnovato il contratto a Donnarumma dopo un mese di tira e molla. Fassone e Mirabelli stanno operando con grande ardore e sono riusciti a prendere giocatori affidabili che potrebbero far fare alla squadra di Vincenzo Montella un buon salto di qualità.

La società rossonera si sta muovendo nello spazio che fa riferimento al Fair Play Finanziario Uefa ed p fuori dai limiti stabiliti. Negli ultimi tre anni il Milan ha perso 250 milioni di euro rispetto al limite consentito di 30 milioni ma con la conquista dell’Europa League è tornato sotto il monitoraggio della Uefa. Le valutazioni degli organi di controllo dell'organismo continentale inizieranno dal prossimo autunno e le sanzioni, eventuali, verranno applicate soltanto dalla prossima stagione. Per questo motivo il club rossonero, in questa finestra di mercato, non ha limiti come quelli imposti a Inter e Roma.

Il Voluntary Agreement.

La dirigenza rossonera tenterà di evitare le sanzioni prendendo parte al "Voluntary Agreement", che permette di rientrare spontaneamente nei parametri del FPF. Il club rossonero ha ritirato la propria iniziale richiesta per un voluntary agreement ma, allo stesso tempo, ne ha formalmente presentata una nuova, come consentito dal regolamento del Fair-Play Finanziario, in caso di cambio di proprietà. La richiesta verrà valutata da ottobre. La Uefa concede ai club con nuove proprietà di sostenere investimenti ponendo come base un piano di sviluppo dei ricavi e quindi di rientro nelle regole in un arco temporale di 3/5 anni. Se non ci si riesce, la sanzione è ancora più grave rispetto a quella che la Uefa avrebbe applicato autonomamente.

Le perplessità Uefa sul fatturato raddoppiato entro il 2022.

Il nuovo Milan punta ad raddoppiare il fatturato fra il 2018 e il 2022, da 250 a oltre 500 milioni, puntando sui ricavi della Champions League e sugli introiti commerciali provenienti dalla Cina, area da cui potrebbero provenire più di 200 milioni a stagione. La Uefa non ha respinto la proposta ma ha rinviato ogni valutazione ad ottobre sulla gestione della nuova proprietà.

I tre obiettivi della nuova società.

La nuova proprietà cinese vuole diventare competitiva per tre diverse ragioni: convincere la Uefa sulle concrete possibilità di tornare in Champions e aumentare i ricavi con il business in Asia; riconquistare la fiducia politica del governo di Pechino persa nel corso della trattativa con Berlusconi e recuperare risorse per disimpegnarsi dagli impegni finanziari con il fondo Usa Elliot.