Il Napoli riparte dalle sue certezze. Dal gioco spettacolare ed efficace di Sarri, e dai calciatori più rappresentativi, blindati a suon di rinnovi. Tra questi rientra Dries Mertens reduce da una stagione eccezionale con 34 gol. Il belga dopo l'addio di Higuain e l'infortunio di Milik si è preso sulle spalle l'attacco azzurro rivelandosi un bomber di razza.

Il salto di qualità del Napoli.

Nonostante tutto però, non sono arrivati titoli per una squadra che è pronta a migliorare partendo proprio dalle sue peculiarità. E' quanto ha dichiarato lo stesso Mertens ai microfoni de "La Gazzetta dello Sport": "Non dobbiamo sentirci pressati. C’è solo da lavorare e lavorare per evitare che si ripetano certe partite che ci hanno penalizzato l’anno scorso. Terzo posto finale? Non è questo il discorso. Il problema è che abbiamo fatto 84 punti, espresso il più bel gioco in assoluto e battuto diversi record, ma alla fine non abbiamo vinto niente. Ventotto gol? In realtà, anch’io mi sono sorpreso, anche perché ho cambiato ruolo, sono diventato attaccante. Ma credo che chiunque giochi centravanti è destinato a segnare tanti gol, perché il gioco di Sarri esalta la fase offensiva, c’è sempre la giocata che ti porta a concludere".

La trasformazione del belga.

A livello individuale, la scorsa annata ha rappresentato la svolta per l'ex Psv che si è riscoperto un terminale offensivo con i fiocchi. Tutto è nato dall'infortunio di Milik: "A volte la disgrazia di un compagno può aiutarti, può modificare le cose. A me ha cambiato il ruolo, Sarri ha avuto quest’intuizione e credo che nemmeno lui abbia mai pensato che potessi rendere tanto. E, poi, c’è un altro particolare. Io non avevo mai giocato con continuità, una volta trovata ho avuto modo di esaltare le mie qualità. Nei primi tre anni mi è capitato di giocare una partita, di segnare anche una doppietta e di ritrovarmi, la domenica dopo, in panchina. Questa situazione mi ha fatto parecchio male, mi ha annoiato tanto, non mi dava la gioia di continuare. Sarri ha fatto tanto, non so se riuscirei a giocare da prima punta con un altro allenatore. Il suo gioco serve a esaltare gli attaccanti e non solo quelli centrali. Basti vedere il rendimento di Insigne e Callejon".

Mertens si vede solo falso nueve.

Ora però è difficile tornare a ricoprire il ruolo di esterno offensivo, anche se Mertens felice di essere rimasto è disposto ad accettare tutte le decisioni del suo tecnico: "Mi ha convinto il progetto. Io penso che questa squadra sia forte e abbia un grande futuro. Con questo allenatore nessuno di noi è voluto andare via, perché è un piacere lavorare con lui, il gruppo è unito e gioioso. Quest’anno possiamo fare grandi cose se resteremo tutti uniti.  Io non so se in futuro diverrò un allenatore, ma la sua idea d’intendere il calcio è la mia. Se mi chiedesse di tornare al ruolo originario, non mi farebbe piacere ma lo farei, perché se credi in un allenatore devi accettarne le decisioni".

Mertens esalta le scelte della dirigenza.

Quello che è certo è che il Napoli ripartirà da lui e dalla squadra della scorsa stagione con pochi ma significativi puntelli. Mertens esalta il lavoro della dirigenza, anche se non sarà semplice rimanere al top, dopo l'aumento della concorrenza: "Devo dire che il presidente De Laurentiis ha capito il valore di questa squadra. Ha fatto dei sacrifici, dimostrando che anche lui vuole vincere. Adesso tocca a noi, il gruppo c’è e la sua è stata un’ottima mossa. Con il ritorno di Inter e Milan credo che sarà un campionato ancora più avvincente. Con le milanesi competitive, le complicazioni aumenteranno".

La Juventus dei "campioni" e Higuain che "fa vincere"

Il Napoli dunque non si nasconde ed è pronto a lottare per lo scudetto. Bisognerà fare i conti con una Juventus che a giudizio del belga resta la squadra da battere anche alla luce della presenza di campioni del calibro del suo ex compagno Higuain: "Quest’anno possiamo fare grandi cose se resteremo tutti uniti. Scudetto? Se la Juventus si deciderà a lasciare qualcosa… Loro sono una squadra più vecchia rispetto alla nostra che è più giovane e ha entusiasmo. La Juve ha sempre avuto qualità, compra i migliori, ha preso Pianjc, il più forte della Roma, e Higuain il fuoriclasse del Napoli. E questo ti fa vincere. Noi dobbiamo percorrere una strada diversa non avendo i campioni". Intanto Mertens si è tolto la soddisfazione di segnare più del Pipita nella scorsa stagione in Serie A, arrendendosi però a Dzeko:  Chi dice che non guarda alla classifica dei cannonieri è bugiardo, perché ho sperato fino in fondo di prendere Dzeko. Higuain? E' un giocatore in grado di fare la differenza. Mi spiace sia andato via ma penso che se fosse rimasto io non avrei giocato centravanti. Uno del suo valore, ti fa vincere". 

Mertens e il soprannome "Ciro"

In conclusione una battuta sul soprannome "Ciro" e sul feeling con Napoli: "E’ una cosa simpatica. A me piace Napoli, andare in giro per la città e stare in contatto con le persone. E’ vero, qualche volta è difficile, perché magari vorresti stare in intimità, con la famiglia e invece intorno al tuo tavolo e per strada, c’è sempre qualcuno pronto a chiedere una foto o un autografo. Quanti abitanti ha Napoli? Un milione? Bene, penso che ciascuno di essi abbia uno scatto con me. Dunque ora dovrei stare più tranquillo".