D'amore e d'accordo. Zlatan Ibrahimovic e Josè Mourinho si danno reciproche pacche sulla spalla e proseguono il loro connubio in rosso. A Manchester, dopo un inizio a dir poco difficile, lo svedese e il portoghese sono tornati a trascinare la squadra alla vittoria, il primo in campo a suon di giocate e gol, il secondo preparando e motivando il gruppo dalla panchina. Tanto che se qualche giorno fa Ibrahimovic aveva tessuto le lodi dello Special One, oggi tocca al tecnico lusitano lisciare il pelo al suo campione di razza, confermandolo già da ora anche per la prossima stagione.

La coppia vincente – Quando Zlatan ha firmato per il Manchester United lo ha fatto per una sola stagione. Mettendosi in discussione, senza pretendere garanzie o contratti lunghi su cui mettersi comodamente a proprio agio. Una scelta da campione, d'orgoglio, di carattere. Come non manca mai allo svedese che le sue battaglie le vince dentro e fuori dal campo E anche a Manchester sta conquistando piano piano il nuovo pubblico. Aiutato anche dal vecchio amico Josè Mourinho che in estate lo aveva preteso ad ogni costo.

Ibra resta, parola di Mou – Adesso tocca allo Special One aprire le porte allo svedese, rassicurando i tifosi dei red devils, Intervenuto in conferenza stampa, Mourinho ha tranquillizzato tutti: "Zlatan? Ha superato tutte le aspettative, sono convinto che giocherà con noi anche la prossima stagione. E' venuto qui con l'intenzione di rimanere due anni, almeno. Sa che proveremo a migliorare la prossima stagione, che sarà l'ultima della sua carriera ad alti livelli, a meno di novità. Per questo sono convinto che rimarrà ancora con noi, per vincere. Gli ho proposto qualche giorno di riposo per andare in Svezia ma non ne ha mai approfittato".

Le basi per vincere – E proprio sul progetto United lo Special One dedica ancora qualche pensiero di mercato, quando la dirigenza penserà ancora ad acquistare prima che a vendere i propri campioni: "In estate faremo molto poco, preferiamo portare qui due, tre o quattro giocatori bravi, piuttosto che comprarne o venderne. Sappiamo che la nostra squadra necessita di qualche cambio, ma abbiamo anche un potenziale con molti giocatori nell'età giusta che potranno far meglio di adesso".