"Ma è ubriaco?". I tifosi dell'Arsenal – quelli presenti allo stadio e quelli che hanno assistito alla partita dalla tv – non hanno perdonato Granit Xhaka, il centrocampista svizzero che nell'estate scorsa l'Arsenal ha acquistato per 40 milioni di euro dal Borussia Mönchengladbach. Doveva essere il calciatore in grado di fare la differenza, il classico rinforzo da innestare nel cuore della mediana, l'uomo ‘di lotta e di governo' che Wenger aveva scelto per dare spessore alla metà campo… doveva… la realtà invece è ben altra, scandita dalle critiche pesantissime rivolte al giocatore sui social media.

Orribile, hanno definito alcuni la sua prestazione. Altri ancora si sono spinti oltre nei commenti, fino all'ironia tagliente isolando dal contesto della gara uno spezzone di 18 secondi identificato quale simbolo della prova assolutamente negative di Xhaka. Diciotto secondi in cui è successo di tutto e di peggio: prima ha perso palla in maniera ingenua, consegnandola a un avversario poi, in azione di ripiegamento, è sembrato inciampare cadendo sul rettangolo verde in maniera molto goffa.

Xhaka non è l'unico giocatore messo sul banco degli imputati. Assieme a lui ci sono anche Hector Bellerin ("non sei degno di vestire questa maglia" gli hanno urlato in faccia i tifosi), Mesut Ozil e Shkodran Mustafi. Tutti, a cominciare dal manager Wenger già contestato, invitati a togliere il disturbo. Tutti ritenuti responsabili della stagione mediocre e dell'ennesimo flop rispetto alle attese.

Già, perché il pesante 3-0 incassato contro il Crystal Palace da un lato rilancia le prospettive di salvezza delle ‘aquile' londinesi, dall'altro aggiunge zavorra alle ambizioni dei Gunners scivolati ai margini dalla zona Champions, al sesto posto in classifica ora insidiato anche dall'Everton (che è a pari punti) anche se con due gare da recuperare. E senza Coppa l'esperienza del tecnico francese non avrebbe più ragione di continuare.