in foto: Pepe Reina raccoglie la palla dopo il gol del Real Madrid

Reina (No Nazionale); Hysaj (titolare Albania); Ghoulam (titolare Algeria); Albiol (No Nazionale); Koulibaly (titolare Senegal); Zielinski (riserva Polonia); Diawara (No Nazionale); Hamsik (Capitano Slovacchia), Callejon (No Nazionale); Mertens (riserva/titolare Belgio); Insigne (riserva Italia).

Navas (Titolare Costa Rica); Carvajal (riserva Spagna); Varane (titolare Francia); Sergio Ramos (titolare Spagna); Marcelo (titolare Brasile); Modric (Capitano Croazia); Casemiro (titolare Brasile); Kroos (titolare Germania); Rodriguez (Capitano Colombia); Ronaldo (Capitano Portogallo); Benzema (No Nazionale e sappiamo perché)

Perché questo elenco dei protagonisti di Napoli e Real Madrid che ieri sera, al Bernabeu, hanno giocato l'andata degli ottavi di finale di Champions? E' presto detto… Con la forza di volontà si può fare tutto, anche scalare una montagna, di quelle più ripide e impervie. Per farlo, però, serve anche essere preparati e attrezzati per compiere un'impresa da ‘missione impossibile'. Ed è quella dinanzi alla quale ieri si è trovato di fronte la squadra di Sarri nella sfida con i blancos di Zidane.

La differenza di spessore e il valore dei protagonisti. Basta analizzare rapidamente la differenza di valore – non solo economico -, il ruolo e l'importanza che i ventidue in campo rivestono per le rispettive Nazionali e tirare una linea: quattro calciatori del Napoli non sono nazionali (Reina, Diawara, Albiol e Callejon), tre sono riserve (Zielinski, Mertens e Insigne), tre sono titolari di Nazionali di secondo piano (Hysaj, Koulibaly e Ghoulam) e poi c'è Hamsik, il capitano della Slovacchia. Per il Real Madrid invece ieri erano in campo tre/quattro capitani di Nazionali fra le migliori al mondo (Cristiano Ronaldo, James Rodriguez, Modric e Sergio Ramos), tutti gli altri erano titolari delle rispettive grandi selezioni del proprio Paese tranne Benzema, che non è il centravanti titolare della Francia per il fattaccio ancora in fase di risoluzione con Valbuena.

Questo breve e sintetico doppio elenco per dire cosa? Prima di tutto che il Napoli non ha giocato né bene né male, ha giocato come gioca le partite del suo campionato, affrontando però un avversario molto, molto più forte (come provare a resistere a uno tsunami) rispetto a quelli che affronta ogni domenica. E questo accende anche i riflettori su quella che è la cifra tecnica del nostro campionato, Juventus compresa.

Cosa è successo? Che i campioni d'Europa e del mondo hanno costretto il Napoli a giocare come non vuole Sarri, ovvero senza palla e il possesso del ritmo, bloccando i due calciatori più in forma del momento, Callejon e Zielinski. Il Real Madrid ha studiato il Napoli attuale e lo ha semplicemente disinnescato, imponendo la sua maggiore classe e esperienza.

La critica (parziale) di De Laurentiis. Nell'analisi di una partita, come ha fatto a caldo De Laurentiis, bisogna considerare elementi oggettivi, i quali non vengono fuori da riflessioni tecniche e tattiche fatte a caldo. Bisogna considerare anzitutto che al Napoli manca esperienza internazionale, la capacità di lottare a un certo livello: negli anni scorsi non ha “voluto” spesso procedere in Europa League arrivando a giocare partite con questa carica di tensione per dedicarsi al campionato e ha scelto giocatori giovani di grande prospettiva che non hanno mai giocato partite del genere. La sconfitta di ieri è figlia di tante cose ma anche da scelte di strategia societaria completamente omesse nella critica presidenziale. Se basiamo l'analisi di queste partite contro queste squadre solo sulla quantità di ‘cazzimma' messa o mancata, siamo pronti per vincere il torneo della Campania.