Lorenzo Di Livio, figlio di Angelo ex centrocampista della Juventus e della Nazionale, è stato squalificato per cinque mesi dalla Sezione del Tribunale nazionale antidoping, a decorrere da oggi e con scadenza al 23 ottobre 2017. Il calciatore è stato anche condannato al pagamento delle spese del procedimento di 378 euro. Il centrocampista della Ternana era risultato positivo per ‘Thc metabolita Dl’, un derivato della cannabis, in un controllo Nado Italia lo scorso 6 maggio, dopo la partita del campionato di Serie B tra Vicenza e Ternana.

Di Livio ha rifiutato le controanalisi.

Dopo la positività il giocatore era stato sospeso in via cautelare dalla I Sezione del Tribunale nazionale antidoping, che aveva accolto la richiesta della Procura antidoping. Successivamente il figlio d’arte aveva rifiutato le controanalisi chiedendo di essere ascoltato dalla Procura il prima possibile. Di Livio e la procura antidoping si sono incontrati all’inizio di giugno. Il ragazzo ha dato la sua versione dei fatti e oggi ha saputo dei cinque mesi di squalifica.

L’esordio in Serie A con la Roma.

Lorenzo Di Livio è nato a Torino nel 1997, papà Angelo a quel tempo era uno dei cardini della Juventus di Lippi che in quel momento era senza dubbio la squadra più forte del mondo, c’erano campioni straordinari che fecero incetta di trofei. Come il papà anche il giovane Lorenzo è un centrocampista, la sua carriera l’ha iniziata nelle giovanili della Roma. Rudi Garcia lo ha fatto anche esordire in Serie A nel giorno dell’Epifania del 2016, in un match contro il Chievo prese il posto di Salah. I giallorossi hanno deciso di far fare esperienza a Di Livio e lo hanno ceduto alla Ternana, con cui ha disputato 7 partite e ha conquistato una splendida salvezza. Nella prossima stagione vestirà la maglia della Reggina, in Lega Pro.