Distante anni luce dal terzetto di testa (-19 dal Nizza e -23 dal tandem Monaco-PSG) in Ligue 1 il Lione di Genesio vuole vincere il suo personale “scudetto” in questa edizione della Europa League. Un trofeo che, dovesse arrivare, al netto della stagione non proprio esaltante, sarebbe salutato dal Parc OL con grande gioia come primo storico successo europeo (se si eccettua l’Intertoto del 1997). Sogni dei tifosi a parte però, la compagine del centro-sud della Francia coltiva legittime ambizioni di vittoria disponendo in rosa di talenti di assoluto livello e qualità.

Dalla rivoluzione definita dalla stampa francese degli Enfants du Pays (dei giovani provenienti da Lione e dintorni), infatti, pur senza titoli portati a casa (ultima coppa alzata al cielo, la Supercoppa di Francia del 2012), la squadra dei tecnici Fournier prima e Genesio poi, ha accumulato dal 2014 una discreta dose di classe e di campioncini in erba che, oggi ma anche sul mercato, potranno essere utili per i risultati della squadra e le tasche del presidentissimo (in sella dal 1987) Aulas. In questo contesto, quindi, vediamo i prospetti dei bianco-rosso-blu pronti, dopo anni “a casa”, ad emigrare verso lidi più ricchi e competitivi.

Lacazette: il record di gol, l’Europa League e l’addio?

Nato a Lione nel 1991 da genitori guadalupensi e cresciuto nella squadra della sua città, l’attaccante Alexandre Lacazette incarna al meglio il significato di enfants du pays. Prodotto a Km 0 del prolifico settore giovanile transalpino, infatti, il 10 di Genesio ha compiuto tutta la trafila nel club divenendo poi uno degli idoli dei tifosi con un’ascesa al contempo costante ed inarrestabile.

Un rapido miglioramento che lo ha portato, dal 2010/11 (primo anno con i “grandi”) ad oggi, a registrare un aumento graduale di reti siglate fino alle 30 marcature di questa stagione che, ad almeno 8 gare dalla fine (ritorno dei quarti di finale di Europa League ed ultime 7 in Ligue 1), gli consentiranno con tutta probabilità di superare il suo record personale di 31 finalizzazioni stagionali dell’annata 2014/15. Un primato dal sapore di addio, dal sapore di maturità e consacrazione. Un percorso compiuto e che, Aulas permettendo (la base d’asta è fissata sui 60 milioni di euro), gli garantirà una top europea con Atletico Madrid, Manchester City, Arsenal, Borussia Dortmund ma anche la Juventus follemente innamorate di lui.

Dal no al Napoli alla corte della Juve, il fenomeno Tolisso.

Fra i ragazzi più interessanti del Lione non poteva di certo mancare quello che, a nostro avviso, è un autentico fenomeno del calcio europeo, ovvero: Corentin Tolisso. Oggetto dei desideri durante la scorsa estate del Napoli di De Laurentiis, il nativo di Tarare (34 km da Lione) è letteralmente esploso in questa stagione agonistica dimostrando classe, grinta, personalità, faccia tosta ma soprattutto grande capacità di gestione del pallone, inserimento e, cosa non da poco, grande feeling col gol.

Quattordici reti, 6 assist, 37 partite dall’inizio, un voto medio di 7.3, 3.345’ minuti giocati e l’esordio nella nazionale di Deschamps (Francia-Spagna 0-2 dello scorso marzo) rappresentano al meglio lo status raggiunto dal classe 1994 che, oggi più che mai, guarda al futuro con speranza e convinzione. Una speranza chiamata Juventus, chiamata Milan.

Nabil Fekir sulle orme di Ben Arfa.

Erede designato del talento transalpino Hatem Ben Arfa (7 gol in 64 partite dal 2004 al 2008) Nabil Fekir rinforza il contingente dei lionesi puro sangue essendo lui pure nativo della cittadina francese. Classe 1993, il giovane esterno di Genesio si ispira all’ala destra ora al Paris Saint Germain con cui condivide, oltre alle origini maghrebine (tunisine il primo, algerine il secondo), una certa tecnica ed una evidente predisposizione al dribbling ed alla creazioni di occasioni da rete.

A 23 anni però, il numero 18 del Lione, ha saputo riprendersi dalla rottura del legamento crociato avvenuta nel giorno della suo debutto dal primo minuto con la maglia della nazionale riuscendo a siglare, in questa stagione, ben 11 reti ed altrettanti assist in 42 presenze totali. Un ruolino di marcia che testimonia la forza mentale del ragazzo ed il suo essere assolutamente imprescindibile, nel 4-2-3-1 dei francesi, del fantasista richiesto, fra le altre, da Manchester City e Arsenal.

Mouctar Diakhaby, il nuovo Koulibaly.

Nella lista della possibile spesa delle grandi d'Europa non può mancare il roccioso (192 cm) difensore Mouctar Diakhaby. Il ventenne, cresciuto nei prolifici vivai di Nantes e Lione, pur esordendo quest'anno in prima squadra dopo l'Europeo Under 19 in Grecia nel 2015 e tante sfide nei giovani del Lione, è diventato presto perno fondamentale della retroguardia dei francesi.

Dal giorno del suo debutto ufficiale in Champions League contro la Juventus, infatti, non è mai uscito dalle rotazioni di Genesio raccogliendo 27 partite (tutte da titolare) con anche 2 assist e 5 gol (il primo proprio contro la sua ex squadra nel 6-0 sul Nantes e 2 con la Roma in Europa League), tanta esperienza, un paragone col centrale del Napoli Koulibaly e le lusinghe di mezzo ‘Vecchio Continente'.

Maxwel Cornet.

A chiudere questa nostra ampia disamina sui talentini del Lione, al netto dei più “stagionati” Gonalons, N’Koulou, Lopes e del baby Mammana, troviamo l’esterno offensivo Maxwel Cornet. Ivoriano, 20 anni ed una capacità innata di crearsi occasioni da gol, quest’anno sta confermando le sue doti di corsa, forza fisica, estro, fantasia e dribbling nello stretto fatte intravedere non solo nella sua prima esperienza da professionista col Metz ma anche durante la scorsa annata al Parc OL dove il nativo di Bregbo segnò 12 reti totali.

Seconda punta, trequartista o esterno alto non fa differenza, Cornet è difatti lanciato verso una luminosa carriera specie se, nel prossimo anno, dovesse ereditare il ruolo di punta per una eventuale cessione di Lacazette. Insomma, Europa League o meno gli enfants du pays sono pronti per partire e stupire il mondo.