Claudio Ranieri fatto fuori da una congiura di spogliatoio. L'esonero del manager italiano ha sollevato polemiche sia per l'ingratitudine mostrata nei confronti dell'uomo sia del tecnico: a lui il Leicester deve tutto, a cominciare dalla vittoria della Premier fino alla qualificazione agli ottavi di Champions League. Un sogno cominciato nell'estate del 2015 tra lo scetticismo generale, che ha preso forma poco alla volta ricacciando nel cono d'ombra anche i top club milionari di Manchester e le due torri di Londra (Chelsea e Arsenal). Il tecnico romano ha trasformato una modesta società di seconda fascia in una formazione rivelazione, divenuta un fenomeno mondiale con investimenti contenuti e calciatori rigenerati, assemblati in una macchina da guerra.

Ranieri vittima di una cospirazione.

Quanto valeva Vardy prima che arrivasse Claudio Ranieri al timone della Foxes? Nulla, di lui si aveva menzione per un passato balordo – che lo aveva perfino messo nei guai con la giustizia – e una carriera mediocre. Da zero a (quasi) bomber del torneo inglese. Da zero alla maglia della nazionale. Da zero al tetto del campionato. Eppure proprio l'attaccante – secondo le notizie rilanciate dal tabloid ‘The Times' – sembra appartenga al gruppo dei quattro detrattori/traditori/cospiratori che hanno fatto pressione sulla dirigenza perché l'allenatore venisse sollevato dall'incarico.

Vardy e i tre senatori del gruppo.

Oltre Vardy chi sono gli altri tre calciatori che avrebbero contribuito al licenziamento di Ranieri? Pollice verso dopo la sconfitta in Champions a Siviglia (2-1, andata degli ottavi di finale): a compiere il gesto sarebbero stati anche Wes Morgan, Kasper Schmeichel, Marc Albrighton. Il giornale inglese svela anche un altro dettaglio della vicenda: l'incontro con il proprietario del club Vichai Srivaddhanaprabha per chiedere l'esonero del tecnico. A conferma di ciò The Times punta i riflettori sul silenzio proprio di questi calciatori rispetto alla decisione presa dalla società: eccezion fatta per Schmeichel, nessuno degli altri tre ha rivolto un messaggio di saluto al manager che li avevi portati in cima alla Premier.