Spero succeda di nuovo quanto abbiamo realizzato l'anno scorso, ma sarà difficile…

Occhi lucidi, riso amaro. Claudio Ranieri ha detto ufficialmente addio al Leicester questa mattina. S'è recato al centro sportivo delle Foxes per l'ultima volta: vi era stato già nella giornata di venerdì per raccogliere le proprie cose, svuotare l'armadietto, mettere tutto in borsa, accantonare nello scatolone rabbia e delusione, poi tornare di filato verso casa per riprendere la propria vita. La carriera di un allenatore è fatta anche di queste cose perché nel calcio – come spesso accade nella vita – non c'è alcuna gratitudine nei confronti di chi ha dato l'anima e scritto la storia con la ‘semplicità delle proprie forze'.

Il tradimento: tecnico fatto fuori da una congiura.

The show must go on… lo spettacolo deve continuare, ha fatto sapere la società che – pur spendendo parole bellissime nei confronti dell'ex manager – ha ceduto al volere dello spogliatoio. Una congiura – racconta The Times – che ha visto tra i promotori quattro senatori del gruppo: Vardy, il bomber sottostimato da tutti che grazie a Ranieri ha trovato perfino la maglia dell'Inghilterra; Schmeichel, che adesso non è più solo il figlio del campione dello United; Morgan e Albrighton, entrambi giocatori di seconda fascia almeno fino all'arrivo a Belvoir Drive dell'allenatore romano.

Una favola bella senza lieto fine.

Ranieri ha salutato anche loro, rivolgendo ai calciatori un breve discorso: ha spalle larghe abbastanza per sopportare ogni cosa e conosce benissimo le regole (spietate) del gioco. Se vinci sei un fenomeno, se perdi paghi per tutti. E' successo anche a Leicester, in quel lembo di territorio delle Midlands dov'era nata una storia bellissima, capcace di emozionare tifosi e appassionati di tutto il mondo. Pensateci… una squadra di ‘reietti' (nel senso di calciatori che nessun top club vorrebbe) si trasforma in una corazzata che manda gambe all'aria United e City, si fa beffe del Chelsea, mette fiori nei cannoni dell'Arsenal e arriva in cima alla Premier giocando al calcio. Che sogno, che favola bella… avrebbe meritato un altro finale e soprattutto ben altra considerazione. Ben altro rispetto da parte di una rosa che ha scaricato su ‘King Claudio' ogni responsabilità.

Contratto risolto, buonuscita di 3.5 milioni di euro.

Nella sede del Leicester il tecnico s'è recato anche per un'altra ragione: risolvere il contratto con il club che pochi mesi fa gli aveva addirittura fatto firmare il rinnovo fino al 2020 in virtù di quanto fatto nella scorsa stagione, indimenticabile e straordinaria, culminata con la partecipazione alla Champions e poi alla qualificazione agli ottavi di finale. Senza accordo il club avrebbe dovuto corrispondere a Ranieri 20 milioni fino alla scadenza naturale del vincolo. Secondo i tabloid, invece, i dettagli economici della separazione sarebbero più ridotti: una buonuscita di 3.5 milioni di euro che corrisponde a un anno di stipendio.

Dopo Mancini rifiuta anche De Boer.

Chi sarà il prossimo allenatore del Leicester? Roberto Mancini, il cui nome era stato associato alle Foxes nelle ore immediatamente successive all'esonero di Ranieri, ha già rifiutato. L'ex tecnico dell'Inter ha anche pubblicato un tweet di solidarietà nei confronti del collega italiano. Un no è arrivato anche da un altro ex nerazzurro, si tratta dell'olandese Frank De Boer che – scottato da quanto accaduto a Milano – ha risposto picche. In agenda resta il nome di un altro ‘tulipano', il mago della panchina Hiddink ma nulla v'è di certo al momento anche in questo caso. Per adesso le ‘volpi' restano nelle mani dello staff tecnico guidato da Craig Shakespeare.