Da via Rosellini, sede milanese della Lega di Serie A, presidenti e dirigenti dei club della massima serie sono un'altra volta usciti da una lunga riunione con l'umore dei giorni più difficili. Dopo l'uscita di scena di Maurizio Beretta, le assemblee che si sono svolte nelle ultime settimane sono servite solo a testimoniare la spaccatura tra i club del nostro campionato: incapaci di arrivare ad una decisione unanime e a scegliere il nuovo presidente. La Federazione aveva concesso tre settimane alla Lega per decidere. Tre settimane che non sono bastate per trovare un accordo sulla riforma dello statuto e per procedere con le votazioni per eleggere il nuovo numero uno e gli altri ruoli vacanti. Ora che l'ultimatum è scaduto, sarà dunque il Consiglio Federale a prendere una decisione e a scegliere il commissario che sarà a capo della Lega di Serie A.

Tavecchio e Galliani.

I nomi che potrebbero tornare utili alla causa della Lega Calcio, sono quelli di Carlo Tavecchio e Adriano Galliani. Per il primo si è mossa la Juventus che, attraverso le parole di Beppe Marotta, ha di fatto appoggiato la nomination dell'attuale presidente federale: "Auspichiamo che il commissario sia il presidente federale Tavecchio – ha dichiarato il dirigente bianconero – perché è giusto che questa transizione sia gestita da un uomo di calcio e dalla sua figura più rappresentativa".

Nonostante l'appoggio di molti club, l'ex ad del Milan non trova però riscontro favorevole in Urbano Cairo: "Lo stimo e lo conosco da molti anni, ma Galliani da solo non può fare tutto il lavoro che va fatto – ha spiegato il presidente del Torino – La Lega andrebbe organizzata in modo manageriale con manager giovani, bravi, che vadano in giro per il mondo a rappresentare il calcio italiano e a sviluppare i diritti esteri che, per il momento, sono troppo bassi rispetto a campionati come quello spagnolo che ha dei valori che sono quasi quattro volte l'Italia".