Come si fa a vincere in campo nazionale ed internazionale quando disputi i campionati più difficili d'Europa e giochi la Champions League? Trentadue le formazioni qualificate (tra cui Juventus, Roma e Napoli) suddivise in quattro fasce. L'avventura dell'edizione 2017-2018 del Trofeo riparte da Montecarlo con il sorteggio della fase a gironi trasmesso in diretta live e streaming da Mediaset Premium oppure in collegamento dal sito della Uefa. Chi strapperà lo scettro di campione d'Europa dalle mani del Real Madrid, attuale detentore? Domanda da un milione di dollari, un bell'enigma, un gran rompicapo che impegna, mediamente, anno per anno, le 8/10 squadre più forti del ‘Vecchio Continente'. Per trionfare, entrare nella storia o, almeno, essere competitivi, bisogna avere i campioni, i fuoriclasse, i talenti capaci, nei momenti e nelle situazioni del match dove la mano dell'allenatore non arriva, di piazzare il colpo decisivo e risolvere la contesa.

Così, seguendo questa semplice, a tratti superficiale considerazione, molti sono stati i club che hanno investito fior fior di quattrini per allestire squadre all'altezza ed acquistare i migliori calciatori su piazza. Una politica non sempre vincente ma che ha portato diversi club a spendere una vera fortuna. Dal Manchester City alla Juventus, quindi, vediamo le 5 società di calcio che hanno messo più soldi nella costruzione delle loro rose e che, oggi, possiedono i "roster" più costosi.

Elenco del costo d'acquisto totale delle rose delle 5 società più "spendaccione" (Transfermarkt.it)in foto: Elenco del costo d'acquisto totale delle rose delle 5 società più "spendaccione" (Transfermarkt.it)

Manchester City una rosa da 746 milioni di euro.

La storia, recente e non solo, dei Citizens ha una data spartiacque: 1 settembre 2008. E sì perché in quel lunedì di fine estate, in una giornata come al solito uggiosa, la proprietà del club di Manchester passò dall'ex Primo Ministro thailandese Thaksin Shinawatra (peraltro incriminato all'epoca per corruzione) agli emiri dell'Abu Dhabi United Group. Un passaggio di consegne di straordinaria importanza che ha capovolto, rivoluzionato le sorti della "seconda" squadra della città divenuta poi una solida realtà nel calcio inglese ed in quello internazionale. Un'impresa però, non facile con ingenti investimenti in questi quasi 10 anni con Mancini, Pellegrini ed ora Guardiola in panchina.

Gli acquisti record della storia recente del Manchester City (Transfermarkt.it)in foto: Gli acquisti record della storia recente del Manchester City (Transfermarkt.it)

Investimenti straordinari, basti pensare ai 42 milioni di euro per Robinho, ai 37 per Dezko, ma anche ai più recenti 74 per De Bruyne, ai 62 per Sterling o ai 57 di questa estate per Mendy. Tutti danari che hanno portato, l'attuale costo dell'intera rosa a disposizione di Guardiola, a quota 746.9 milioni. La rosa, numeri alla mano, più preziosa dell'intero panorama calcistico mondiale che spiega l’enorme pressione sul tecnico iberico chiamato, finalmente, a piazzare il colpo che ancora manca nella bacheca (2 scudetti, 1 FA Cup, 2 Coppe di Lega ed 1 Community Shield) della presidenza Mansur: la Champions League.

Manchester United, troppi gli acquisti strapagati.

Dall’altra parte della città di Manchester e, dato il blasone e l’importanza del marchio Manchester, non poteva essere altrimenti, troviamo lo United di Ferguson ma anche di Moyes, Van Gaal e Mourinho. I Red Devils, infatti, sono in scia ai cugini con solo 15 milioni in meno spesi rispetto ai Citizens con 731 milioni di euro sborsati a fronte dei 746 di Guardiola e compagni. La differenza maggiore però, è che l’attuale valore di mercato della rosa dei rossi di Manchester (562.7 milioni di euro) è di molto inferiore all’effettivo costo della stessa con una differenza, uno scarto di ben 168.1 milioni di euro.

Una considerazione che fa comprendere come, specie nell’era post-Ferguson, i vari manager che si sono avvicendati sulla rovente panchina del Manchester United abbiano, in cerca di nuovi talenti e di nuove certezze in campo, strapagato alcuni calciatori. Basti pensare, Pogba a parte il cui giudizio è ancora in camera di consiglio, ad esempio, ai 75 milioni di euro per gli ormai ex Di Maria, ai 35 milioni di euro per Schneiderlin, ai 34 per Depay o ai 32 per calciatori ancora a Old Trafford come Fellaini, ai 44 per Mata o ai 60 per Martial. Cifre folli o, almeno, poco rispondenti al loro fattivo contributo in campo.

Paris Saint Germain terzo, ancora per poco.

A chiudere la serie delle compagini che occupano il podio per costo complessivo delle loro rose ritroviamo il Paris Saint Germain di Emery. I parigini però, con una vita calcistica diversa dalle due di Manchester ed una longevità a questi livelli differente, guadagna già il podio con la prospettiva, date le bollenti trattative per Fabinho e Mbappé del Monaco, di scalzare le altre e posizionarsi al primo posto assoluto di questa particolare graduatoria. Proprio così perché se i Citizens hanno svoltato nel 2008 con la nuova proprietà di Manṣūr bin Zāyed Āl Nahyān, i transalpini hanno subito uguale sorte solo 3 anni dopo, nell’estate del 2011, con il il fondo Qatar Investment Authority, che prelevò le azioni del club dalla Colony Capital.

Gli acquisti record del PSG (Transfermarkt.it)in foto: Gli acquisti record del PSG (Transfermarkt.it)

Per cui, in pochi anni ed in altrettante sessioni di mercato, con arrivi di grido, per citare solo quelli presenti ancora al Parco dei Principi, come quelli di Cavani (64.5 milioni di euro), Di Maria (63), Thiago Silva (42), Pastore (42), Lucas (40), Draxler (40), Verratti (12), Guedes (30), Kurzawa (25), Berchiche (16) e l’asso carioca Neymar preso per 222 milioni di euro, Les Parisiens hanno allestito uno squadrone il cui costo complessivo e, come detto, il tassametro corre, è di 698.5 milioni di euro. Uno score impressionante con record su record frantumati in poche stagioni e, anche qui, un obiettivo sempre più chiaro: la Champions Leaguela Champions League.

Un tempo Galacticos, il Real Madrid vince anche con la programmazione.

Un tempo chiamati Galacticos per i sontuosi investimenti messi a segno, il Real Madrid, pur vincendo tanto, tantissimo, ha leggermente modificato la sua condotta in sede di mercato. Certo, gli arrivi di CR7 e soprattutto di Bale non sono costati poco (195 milioni di euro in due) ma, a differenza di qualche tempo fa, i Blancos, ora, si affidano ad una maggiore programmazione con il mirato inserimento in rosa di giovani della “cantera” o baby talenti provenienti da altre realtà della Liga. Hernandez o Dani Ceballos ma anche Lucas Vazquez, Achraf, Marcos Llorente e Nacho Fernandez come manifesto ideologico di questo “new deal” merengue.

Eppure, oggi, il costo della rosa del Real fermo a 472 milioni di euro, al netto di due coppe dei Campioni consecutive vinte, è di molto inferiore a Man City, Man Utd e PSG con una differenza che si assesta fra i 220 ed i 270 milioni con, in più, un valore di mercato complessivo altissimo, il più alto al mondo, di 743 milioni. Insomma un “apprezzamento” del 36.5% capace di esaltare il Real vincente sul rettangolo verde ma, soprattutto, sul mercato grazie alla nuova, quasi inarrestabile, direzione presa.

Juventus fra le top 5, rosa costata 458 milioni di euro.

Fra le top 5 al mondo per costo totale della rosa troviamo poi la Juventus, degna esponente del calcio nostrano. Una medaglia al valore non male per un club ambizioso, forte, finanziariamente solido e che, anche sul campo, ha dato del filo da torcere a tutti con due finali Champions, poi perse con Barcellona e Real Madrid, nel giro di due soli anni. Una squadra importante che, pur avendo ceduto pezzi fondamentali della sua ossatura (vedi Pogba, Vidal, Tevez, Morata o Bonucci), resta ai vertici del football italiano ed europeo.

Artefici di questo successo oltre alla proprietà, anche Marotta e Paratici in grado di rintracciare i profili giusti per la compagine bianconera che, oggi, alla vigilia della nuova Champions League può fondare le sue ambizioni di successo su una rosa il cui costo è di 458.5 milioni di euro, appena 14 dal Real. Un gap economico risicato, assottigliatosi negli anni e che i tifosi della “Vecchia Signora” sperano possa essersi ridotto anche sul campo.